Your address will show here +12 34 56 78
Blog, Interviste, People, Rubriche

uel camilo

Un amore, quello per la moda, nato da bambino. Un sogno nel cassetto che inizia a realizzarsi a soli 18 anni – grazie alla collaborazione con un atelier di haute couture brasiliano – e che si trasforma in un progetto concreto, prendendo definitivamente forma nel 2007 con il trasferimento a Milano. Uel Camilo è un giovane talento internazionale che ha scelto il Bel Paese come patria della sua maison. Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più. keep reading

0

Blog, Rubriche, Talents
Sinergie complesse, interconnessioni e flash cromatici per “Synapses”, la collezione SS2016 di Flaminia Barosini.
mAHH52IrnaNYPKnC4p7-kqUaVymiVLuJwE4g0T0xNRY
I gioielli di Flaminia Barosini sono piccole opere scultoree che prendono forma fuori dal suo laboratorio romano. Tutti, infatti, sono interamente realizzati a mano attraverso l’antico procedimento della fusione a cera persa che ne assicura l’unicità e l’autenticità.
zxBb7jTsIpIeZG30yUtPGYb_y4uJ1P1-CMdwIjtLTAE
Per questa collezione Synapses le trame liquide del bronzo delineano un immaginifico trattato neuroestetico che muove dalle linee pure dei bangle multifilo per giungere alle ramificazioni dendritiche dei mono orecchini.
fuZErQ_ReuN7dW_xVzIrD4ueaiPpp7hvj_2pukt4CKc
Un linguaggio fluido che si estende anche agli ear cuff di matrice essenziale, agli anelli a motivi concentrici e ai chocker semirigidi: iterazioni di segmenti geometrici illuminate da impulsi luminosi e inserzioni di colore saturo.
Martina Briotti
0

Blog, EVENTI, ARTE &CO, NEWS

5 designer di successo, Thomas Tait, Marco De Vincenzo, Nicholas Kirkwood, MSGM Massimo Giorgetti e Paul Andrew affermatisi anche grazie alla selezione da parte dei più importanti e qualificati concorsi, hanno scelto di supportare e valorizzare altrettanti 5 designer di talento emergenti Carlo Volpi, Maria Sole Cecchi, Fernando Jorge, Martine Rose e Matteo Lamandini.

600_15688

Questo è stato 5+5, un esperimento di mentoring che ha confermato la vocazione rivolta al sostegno di giovani creativi, a dimostrazione di quanto il supporto tra nuove generazioni della moda sia utile a favorire un sostegno a designer emergenti da parte di talenti ormai affermati e di successo.

Così, nel percorso della mostra, le creazioni dei designer più avanti della carriera hanno accompagnato idealmente, le collezioni di coloro che hanno scelto. Un allestimento a metà tra una mostra statica e uno show-room evocativo, dove vedere, toccare e studiare l’evoluzione delle idee che si trasferiscono dagli accessori, agli abiti, passando per i gioielli a dimostrazione di quanto la creatività si rigeneri e diventi un circolo virtuoso di proposte per crescere e diventare i designer del domani.

Martina Briotti

0

Blog, EVENTI, ARTE &CO, NEWS

Il Fashion Hub di Altaroma è stato inaugurato da A.I. Artisanal Intelligence, progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques, che quest’anno ha raccontato le storie di 100 tra artisti, artigiani e designer che hanno partecipato nelle scorse 10 edizioni, presentandoli come criminali schedati, fotografati e archiviati dopo averli “interrogati”.

598_16025

A.I. Creative Crime è stato, infatti, il titolo scelto per la mostra allestita nelle sale del palazzo delle Esposizioni, per fare un fondamentale bilancio sul lavoro fatto, sulla situazione di chi oltre che creare deve essere imprenditore di se stesso. Un lavoro di ricerca importante frutto dell’osservazione di un territorio non solo nazionale. Lo spazio è stato diviso in due, l’archivio antologico con l’allestimento di una selezione dei pezzi più significativi e le schede di tutti i partecipanti nei cinque anni di attività del progetto, e davanti i nuovi designer presentati nell’edizione di quest’anno.

Tra le nuove storie i cappelli scenografici ed ironici di Ilariusss creati da Ilaria Soncini,  l’eleganza, la portabilità e la leggerezza degli abiti di Lieke Pansters, le clutch da uomo ispirate alla cultura pop di Michele Chiocciolini, le camicie di Silvia Bergomi per Naugy, la collezione di gioielli di Luigi Borbone e i tessuti di Pierre-Louis Mascia, illustratore e designer francese.

Martina Briotti

0

Blog, EVENTI, ARTE &CO, NEWS

Grande era l’attesa per l’undicesima edizione di Who is on Next?, il progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda Made in Italy, ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Cambio di location – i 5 finalisti hanno sfilato infatti lunedì 13 luglio all’interno del Palazzo delle Esposizioni – ma non di intenti: prosegue infatti il percorso votato alla ricerca di una sempre crescente qualità, premiando l’impegno, la determinazione e le personali capacità espressive.

Lee Wood, designer inglese di L72, è stato premiato da Franca Sozzani, Editor in Chief di Vogue Italia, vincendo nella categoria abbigliamento donna, grazie alla sua ricerca di stile che non ama oltrepassare i limiti. Tra gli altri finalisti Blazè, Luca Sciascia, Giuseppe di Morabito e Miaoran.

Due i vincitori invece nella categoria accessori: Nicolò Beretta, designer di Giannico, per lo shoewear e Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle con le sue borse che riprendono l’heritage Africano. Hanno trionfato su una rosa di finalisti composta da Alexander White, Avanblanc, Bams e Catherine De’ Medici 1533.

Martina Briotti
0

Blog, NEWS, Talents, Trends

Volumi lineari e pattern eterogenei, superfici ruvide e dettagli siderali. Questi gli elementi che pervadono le silhouette dall’appeal geometrico della collezione FW15-16 di Project149.

pr

Venature iridescenti di ispirazione geologica e applicazioni in plexiglass per  bluse jacquard e cardigan di lana e cashmere. Geodi cristallini campeggiano su sweater e abiti dalle linee pulite, mentre il jersey tecnico  conferisce viscosità a micro top, gonne a trapezio e completi allprint. Immancabile il richiamo sporty – una costante nell’universo stilistico del brand – rintracciabile nei pantaloni cargo e nei dress scuba con coulisse in vita, come nelle bluse in felpa a motivo galaxy.

pr1La palette cromatica segue gli echi naturali: la scala rarefatta dei grigi interseca sottotoni ecrù per giungere poi al bronzo, al verde malachite, al blu avio fino al turchese e all’arancio fluo.

Martina Briotti

0

Blog, Talents, Trends

La sacralità epica del popolo delle Janas – secondo le leggende minute fatine tessitrici dell’entroterra sardo – è il punto di partenza per la collezione FW 15-16 di Quattromani. Il duo composto da Massimo Noli e Nicola Frau ha portato in passerella, per la prossima stagione fredda, silhouette lineari e forme asciutte di ispirazione 70’s combinate alla ricchezza materica e a un costante approccio sperimentale. Le piccole Janas, disegnate per Quattromani dall’artista visuale La Fille Bertha, si rivelano in un simbolico rituale prodigioso, su camicie e maxi dress.

quattro1

«Il mondo delle leggende è magico e misterioso» racconta La Fille Bertha «lascia ampio spazio all’immaginazione e all’interpretazione. Altrettanto magico è stato interpretare per Quattromani questo tema a me caro, che ricorre come un fil rouge fin dalla mia infanzia. Le due figure femminili incarnano simbolicamente una l’aspetto vampiresco delle Janas, l’altra quello fatato».

quattro2

L’attenzione è focalizzata sulla maglieria, con shirt, body slim fit e pantaloni svasati, completati da inserti eco-fur e finiture lurex effetto stripes double color. Morbidezza ricercata anche nei capospalla, nel poncho in lana merinos e nei dettagli pon pon di minidress, sweater e culotte.

La palette cromatica spazia dal solare bianco lana fino al rosa, lilla e cammello, stupendo nei lampi purpurei, canarini e cremisi, per fermarsi poi su più ombrati cenerini, blu e nero. A completare i look, infine, mini clutch nero carbone, in vernice e borchiette dorate, piattine mini e maxi e i bauletti in pelle cipria.

 Martina Briotti
0

Blog, Talents, Trends

Prendete Vienna e il suo classicismo settecentesco. Lasciatevi trasportare per un momento dalle armoniche sinfonie di Mozart e Beethoven. Vi ritroverete così nel mondo dal quale parte l’ispirazione per la collezione FW2015|16 di Trenta7 by Eleonora Moccia.

Tra armonia ed eleganza, antichi palazzi e teatri, drappeggi e rossi sipari di velluto, l’immaginario rococò della designer si traduce così nelle nappine alla caviglia di decolleté con calzino o scollate, nei mocassini bicolor, nelle chiusure a cartella interscambiabili e negli stivali dal mood soldier.

trenta71 trenta72 Accanto alla classica nappa e vitello, ecco che la designer romana, classe 1981, accosta il velluto e il raso, fino ad elementi in eco-fur dai colori accesi. La palette cromatica spazia dal giallo senape, al viola, al verde salvia, passando per il nero assoluto, il blu ottanio fino a un iconico oro.

Martina Briotti

0

Accessory, Blog, Talents
Accenti wild e rigore geometrico. Queste le parole chiave per la collezione FW15/16 di Federica Gatti, designer del brand F2A. Romana, classe 1990, la giovanissima designer per l’inverno che verrà esplora nuove forme di dialogo tra volumi fluidi e pattern eterogenei.
f2aok1
Il gioco incessante di contrapposizioni diviene il punto di partenza per la costruzione di shoulder bag, maxi tote sfoderate tagliate a vivo e clutch-bauletto che sembrano traslate dall’universo concettuale di Anish Kapoor. Anche per questa stagione, poi, le linee pulite, le campiture di colore saturo, insieme alla componente metallica rimangono costanti stilistiche proprie del brand.
F2Aok
Variegata la gamma cromatica, che gioca con sui forti contrasti, passando dai toni decisi del nero assoluto e cioccolato, al rosa peonia, fino ad arrivare alla stampa cow, vero tratto distintivo, tutto rigorosamente in prezioso cavallino.
Martina Briotti
0

Blog, Talents
[Best_Wordpress_Gallery gallery_type=”image_browser” theme_id=”1″ gallery_id=”5″ sort_by=”order” order_by=”asc” show_search_box=”0″ search_box_width=”180″ image_browser_width=”800″ image_browser_title_enable=”1″ image_browser_description_enable=”1″ thumb_click_action=”undefined” thumb_link_target=”undefined” popup_fullscreen=”0″ popup_autoplay=”0″ popup_width=”800″ popup_height=”500″ popup_effect=”fade” popup_interval=”5″ popup_enable_filmstrip=”1″ popup_filmstrip_height=”70″ popup_enable_ctrl_btn=”1″ popup_enable_fullscreen=”1″ popup_enable_info=”1″ popup_info_always_show=”0″ popup_enable_rate=”0″ popup_enable_comment=”1″ popup_hit_counter=”0″ popup_enable_facebook=”1″ popup_enable_twitter=”1″ popup_enable_google=”1″ popup_enable_pinterest=”0″ popup_enable_tumblr=”0″ watermark_type=”none” watermark_link=”http://web-dorado.com”]

Sapori di atmosfere orientali nei drappi che avvolgono il corpo, suggestioni zen dell’Oriente del Mondo, dall’India al Marocco, nei tessuti annodati e nei colori caldi e speziati della terra, tra zafferano, curcuma e curry. keep reading

0

Blog, Fashion Show, NEWS

Apre il quinto giorno di sfilate Junya Watanabe. Le bambole viventi del protetto di madame Comme des Garçons si vestono di PVC e tulle e indossano parrucche di gomma. A metà tra una passerella e una performance, il giapponese racconta la sua visione di modernità, quasi come si usava fare a inizio del secolo scorso. Donne pop che attraversano epoche differenti, inclusa una citazione doverosa alla collezione Fall 2012 di Kawakubo, calcano la passerella raccontando uno street style d’alta sartoria, che attinge a piene mani dalla club culture dei primi anni Novanta. Bambole sì, ma pensanti.

Comme des Garcons, Ready to Wear Spring Summer 2015 Collection in Paris

Comme des Garçons continua la sua odissea. A cento anni dalla Grande Guerra, Kawakubo riprende le fila del discorso iniziato la scorsa stagione. Un continuo spostarsi dal 2014 al 1914, uno sguardo al passato per capire il presente: rosso sangue, rose rosse, brandelli di vestiti come brandelli di carne, caos ordinato. Un disordine che racconta, spiega la visione del mondo della designer e non ha bisogno di essere ammirato, ma solo compreso. Non c’è intento politico nel lavoro di Kawakubo, solo l’idea che la moda, oltre il trend, vive della Storia.

Jean Paul Gaultier, Ready to Wear Spring Summer 2015 Collection in Paris

L’ultima collezione di Pret-à-Porter firmata Jean Paul Gaultier chiude un’era. E proprio in un clima nostalgico, alla presenza di 1500 spettatori, il couturier francese racconta la sua epoca: ad ogni invitato è stato servito del pop corn e dello champagne, come al cinema, per gustarsi lo spettacolo. Divisa in più parti, la passerella vede il rapido susseguirsi dei lavori più rappresentativi del designer: dai bustini con le coppe a cono agli iconici corsetti, si quadra il cerchio e si fa il punto sull’eredità di uno degli stilisti più rappresentativi della sua generazione.

Ce?line_SS15_3

Torna a stupire, invece, Phoebe Philo da Céline. Con Kate Bush in sottofondo, inizia a sfilare una collezione che è un riassunto di più mood: un fluire rapido di idee ed emozioni, capi semplici e dal design essenziale, come solo Philo ha saputo creare in questi anni. Forme pratiche, volumi poco ingombranti, lunghezze misurate. Le calzature sono flat e funzionali. Le inedite stampe floral rompono la secca monocromia a cui eravamo abituati, facendoci assaporare un gusto vagamente borghese e inedito. Rischioso? Forse. Ma di sicuro audace.

desfile-Givenchy-ss15-paris-fashion-week-48-386x580

A conclusione della sesta giornata di passerelle, Riccardo Tisci per Givenchy racconta la storia di donne guerriere. Senza essere banali, una Giovanna D’Arco della moda, consapevole della sua estrema sensualità e aggressiva quanto basta nei suo mini abiti in pelle. Il designer italiano, però, non ci ha abituati solo a storie suggestive e location inusuali, ma ha anche allenato i nostri occhi a riconoscere la fattura dei suoi capi, che difficilmente possono essere assimilati a quelli del ready to wear. Una demi-couture che si sporca di street, decorata in filigrana e agghindata con enormi medaglioni color oro. Poche le variazioni sul tema, piuttosto coerenti tra loro forme e volumi. Una battaglia estenuante, ma dal glamour estremo.

di Andrea Pesaola
0

Blog, Fashion Show, NEWS

Continua la settimana della moda parigina, e subito Carven ci immerge in un’atmosfera sixties. Forme e volumi compongono un color block veloce e intenso: giallo, nero e bianco. I materiali sono preziosi, dalla pelle al pitone e servono a confezionare abiti e capispalla essenziali, sapientemente abbinati a scarpe basse, che ribadiscono quella femminilità di cui questa passerella è il trionfo.

dmeulemeester keep reading

0

Blog, Interviste

I sogni possono farti lottare con le unghie e con i denti e spingerti molto lontano, anche oltreoceano. Questo è quello che è successo a Sara Di Salvo, giovane designer romana che ha deciso di portare la sua creatività e le sue creazioni a New York. Dopo un brillante percorso di studi presso l’Accademia Internazionale d’Alta Moda e d’Arte del Costume Koefia di Roma, Sara Di Salvo crea nel 2008 il suo brand, Hot!Couture: artigianalità e sartorialità classica si uniscono ad un atteggiamento moderno, ludico e provocatorio.

SARA-DI-SALVO25657

SARA-DI-SALVO25878Gli abiti delle collezioni della designer nascono seguendo tutti i principi del Made in Italy, da cui emergono qualità, cura minuziosa dei dettagli e dei materiali e uno stile elegante e femminile. La sua nuova collezione FW14/15 è un inno alle stampe, un collage di immagini realizzate direttamente dalla designer: un gioco di forme diverse che incanta. Un autunno/inverno casual, ma raffinato; una sensualità e una femminilità vibrante, ma nascosta, sottolineate maggiormente dalle nuance rosso/porpora che esplodono in gran parte della collezione. DModa ha intervistato Sara Di Salvo, che ci presenta e ci descrive il suo mondo e la sua nuova collezione. keep reading

0

NEWS

L’artigianalità è un elemento fondamentale per Matteo Molinari, designer italiano che ha fatto del sostegno alle conoscenze e alla tradizione del Made in Italy il valore primario su cui si basano le sue creazioni. Una forma d’arte che, per lui, deve essere diffusa e non deve cadere nel dimenticatoio. Il passato, però, viene rivisitato e unito a nuove tecnologie, per un risultato contemporaneo, fresco, originale : un menswear reinventato costantemente, che non tralascia la funzionalità e la comodità.

matteo-molinari-ss-14

Per la sua SS14 il designer si ispira all’abito talare e, in particolare, alle tecniche con cui veniva confezionato e in tutta la collezione si assapora la fusione tra il classico e lo street, un mix questo che spiazza e incuriosisce. È un gioco di tecniche e stili diversi che non tralasciano l’alta qualità dell’antica sartoria italiana. Matteo Molinari ci presenta silhouette snelle e precise nella sartoria, talvolta rilassate e dagli ampi volumi ed è lui stesso a parlarcene in modo più dettagliato. Ecco che cosa a raccontato a DModa.

matteo-molinari-ss-14

Che cosa ti ha condotto al mondo della moda e, di conseguenza, al tuo brand?

Ho sempre avuto passione per due cose: i libri e gli abiti. Fin da bambino mi immergevo nella lettura e fantasticavo sulle pagine delle riviste di moda di mia madre. Letteratura e narrativa si univano nella mia fantasia e immaginavo le storie e i personaggi con i loro abiti. Con il passare degli anni e dopo una laurea in semiotica e filosofia del linguaggio, ho avuto modo di lavorare in un ufficio stile quasi per caso. Lavorando sul prodotto ho avuto modo di coniugare la mia passione per il linguaggio (la moda diceva Barthes e’ una specie di linguaggio) e gli oggetti di cui si compone. Da quel momento nel quale la mia passione per la lingua si e’ ricongiunta con la mia passione per gli abiti devo l’inizio di tutto.

Che cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia per trasferirti a Londra?

Desideravo venire a contatto con una cultura diversa dalla mia e studiare in un college di fama internazionale: il London College of Fashion che assieme al Central Saint Martins costituiscono le punte di diamante dell’offerta formativa focalizzata sulla moda dell’ University of the Arts London.

matteo-molinari-ss-14

Quali sono gli elementi distintivi del tuo brand?

Sartoria maschile tradizionale, tagli precisi uniti a lavorazioni handmade quali uncinetto, maglieria fatta ai ferri e sfilature.

Che cosa ti differenzia dagli altri?

Lavorare su capi fondamentali del guardaroba maschile (completo giacca e pantalone, camicia bianca, trenchcoat) costruiti secondo i fondamenti del tailoring tradizionale (costruzione montata con crine, imbastiture e punti realizzati a mano…) uniti ad elementi handmade propriamente femminili quali pannelli all’uncinetto, maglia tricottata, ricami. Il tutto realizzato in Italia da alacri artigiani e amorevoli signore che in questo modo vedono una continuità nella vita delle tecniche tramandategli dalle nonne e dalle bisnonne.

matteo-molinari-ss-14

Come nascono le tue diverse creazioni?

In questo momento lavoro soprattutto partendo dalle proporzioni della giacca sartoriale e sperimentando con la sua costruzione/de-costruzione e con le tecniche handmade.

Classico e Street wear. Perché hai deciso di unire questi due diversi stili nella tua SS14?

Volevo fare un passo più in là, evolvere la mia offerta abbracciando nuove silhouette e un approccio originale allo streetwear: tutti i capi, anche i più street quali i giubbotti di pelle o le tshirt in rete tecnica, hanno un elemento handmade che mi rende unico. Per esempio il quiltinq del chiodo che ne rinforza spalle e carrè è fatto a mano su un vitello morbidissimo. Le canotte in rete tecnica hanno gli orli lavorati all’uncinetto che richiamano le canotte da basket, ma sono fatti a mano, mentre dettagli in catena metallica lavorata con l’uncinetto impreziosiscono le t-shits oversize in rete.

matteo-molinari-ss-14

Se dovessi scegliere, quale pensi sia il pezzo forte della collezione?

I giacchini corti neri e grigi in twill di cotone, completamente tailor made, realizzati internamente con crini e canvas e esternamente impreziositi da pannelli hand-mare in catena metallica lavorata all’uncinetto nei toni del grigio, del nero e del rosso.

A che uomo si rivolge questa SS14?

Un uomo affascinato dall’incontro tra sartorialità tradizionale e lavorazioni fatte a mano e che sa leggere tra le pieghe della collezione forti richiami all’estetica un po’ esoterica e ai colori dei cortometraggi sperimentali di Kenneth Anger.

Erika Molinari

0

Blog, Fashion Show, Talents

Marco De Vincenzo porta in passerella lo Spazialismo, con una silhouette che ci trasporta immediatamente negli anni Cinquanta. Sofisticata, pulita, minimale: la collezione Autunno Inverno 2014 2015 è un capolavoro di forme e linee.

Le redini del discorso sono subito affidate alle silhouette anni Cinquanta, che si palesano sotto forma di ampie gonne a tulipano, longuette svasate e camicie le cui spalle pronunciate esaltano l’incedere in passerella della donna. Nient’altro: l’estrema pulizia delle forme lascia spazio alla duplicità di una collezione che sì volge lo sguardo al più classico dei design, ma scopre anche la sua essenza più contemporanea.

De-Vincenzo-ss-14

E allora ecco che i volumi giocano con la tridimensionalità, assai cara a De Vincenzo, e si mescolano al decoratissimo grafico e materico, vero tratto distintivo del designer. Solo l’occhio allenato coglie la miriade di dettagli spaziali disseminati in tutta la collezione: porzioni di glitter si affacciano da capi rigorosi, scintille cangianti movimentano anche il più rigoroso dei cappotti, onde e ricami impeccabili giocano sul corpo a creare nuovi capi.

De-Vincenzo-PE-2014

Una sperimentazione che coinvolge anche i tessuti e i materiali, il vero banco di prova in cui eccelle De Vincenzo: lana, mohair e pelliccia si innestano con lurex, jersey e shearling. La seta e la lana si fondono, correndo sulle forme dritte che pian piano si piegano e si svasano.

De-Vincenzo-Primavera-Estate-2014

La scarpa significa l’outfit, e non è più corredo ma spiegazione, intenzione: gli ankle boot dalla forma sinuosa sono il riassunto perfetto di una collezione che, già a partire dallo styling in passerella, detta regole chiare e nette: pulizia, rigore, design contemporaneo.

De-Vincenzo-Spring-Summer-2014

Marco De Vincenzo è già da qualche stagione il punto di riferimento di una moda non urlata, ma di forte impatto. Il rigore della perfezione.

Andrea Pesaola

0

Blog, Talents

Tropical vintage. Due parole per esprimere il concetto alla base della collezione spring-summer 2014 di au jour le jour, firmata da Mirko Fontana e Diego Marquez. Il brand, presentato per la prima volta nel 2010 e finalista a Who’s On Next 2011, mescola sapientemente la nostalgia di epoche passate con un design dalla contemporaneità estrema, dando vita a creazioni originali alla cui base sta una ricerca consapevole e incessante. keep reading

0

Blog, Interviste

_X1A1723Quando genuinità, purezza ed essenzialità diventano realtà, c’è lei, Federica Gatti. Gioco, curiosità e passione si uniscono in questa giovanissima designer romana che, stregata dalla duttilità e preziosità dei pellami, crea nel 2012 il suo brand F2A. Ecco borse versatili, comode, dai tagli geometrici e netti che vogliono mantenere viva l’autenticità della materia prima. Le lavorazioni alla base della realizzazione delle varie creazioni non vengono celate, ma esaltate: le fodere interne sono assenti e le cuciture a vista rendono originale e contemporaneo un accessorio senza tempo. Minimalismo e alta qualità diventano elementi riconoscibili della designer, che firma le sue creazioni con singolarità, utilizzando il tubolare pieghevole in ottone cromato. Le borse F2A sono la sintesi di versatilità, comodità ed artigianalità, con un’estetica pulita e semplice che le rende perfette per ogni occasione. Abbiamo incontrato Federica Gatti e questo è quello che ha raccontato a DModa. keep reading

0

Blog, Interviste

portrait daricelloLa forte e innata passione per la moda e un desiderio irrefrenabile di esprimere la propria creatività hanno spinto Sergio Daricello molto lontano: dopo varie esperienze lavorative con grandi nomi della moda, questo giovane designer siciliano ha fondato il suo omonimo brand, dal quale emerge una forte attenzione per i dettagli, per l’importanza della sartorialità italiana e per la ricerca di materiali preziosi, definendosi, in questo modo, un marchio Pret-à-couture. daricello 7

Sergio Daricello sostiene il Made in Italy e la tradizione italiana, con uno sguardo, però, al futuro: le sue collezioni nascono da profonda sperimentazione e tessuti di alta gamma incontrano tessuti tecnici, per un risultato di grande qualità e ricercatezza estetica. Uno stile unico che sostiene l’artigianalità e una femminilità forte, ma delicata allo stesso tempo. La sua ultima collezione SS14 è ispirata a “Roma” di Federico Fellini e ai volumi e alle forme degli abiti talari, con i quali il designer ha giocato per creare abiti sobri, eleganti, ma sensuali. Abbiamo chiesto a Sergio Daricello di parlarci di sé e delle sue creazioni.

Leggete che cosa ha raccontato a DModa. keep reading

0

Blog, Talents

Parseziani_5La fotografia è un occhio sul mondo, che sperimenta la famelica voglia di conoscere il più possibile della realtà che ci circonda. La fotografia, per sua natura, è un reportage, un riassunto dettagliato di ciò che l’occhio cattura ma poi inevitabilmente perde. Così, anche il più piccolo dei dettagli, resta impresso per sempre ed è a disposizione ogni qual volta si voglia intraprendere un viaggio daccapo. keep reading

0

Blog, Talents

1

Un’estate che improvvisa forme, che struttura volumi. Un’estate dal ritmo cadenzato, dai colori decisi. Un’estate che si ascolta con gli occhi, in tutta la sua mutevolezza artistica: la collezione primavera-estate 2014 di Sylvio Giardina è l’incontro dell’arte con la moda, è la tecnica che si contamina della più attuale tecnologia, permettendo all’estro di un uomo, prima ancora che di un designer, di raggiungere il proprio apice. Stili e contaminazioni tutti insieme, in un coro ad una sola voce, danno vita a una composizione di materiali e tessuti dal sapore couture. keep reading

0

Blog, Fashion Show

MittelmodaBen 22 nazioni protagoniste, 26 giovani aspiranti designer e tanto talento al prestigioso concorso internazionale per stilisti emergenti Mittelmoda Fashion Show Special Edition 2013 for Lectra, che si è chiuso giovedì 7 novembre.

Le collezioni menswear e womenswear complete di accessori hanno sfilato a Milano per la prima volta dopo venti anni di storia del concorso. Accuratamente selezionati sulla base dei loro portfolio da una rinomata giuria presieduta da Matteo Marzotto, Presidente Mittelmoda Lab International dal 2008 e coordinata da Maurizio Tripani, Segretario Generale di Mil, i finalisti, provenienti dalle scuole più illustri al mondo, si sono sfidati a suon di creatività.

I vincitori sono stati decretati sotto i riflettori e l’occhio attento di giurati, professori, stampa e rappresentanti di brand e rinomati marchi del tessile-abbigliamento. Il premio per la collezione più creativa è stato assegnato alla coppia Gianluca Viscomi e Alessandro Canti, proveniente dalla scuola Afol Moda, mentre il premio per la miglior collezione di sperimentazione e ricerca è stato attribuito a Virginia Burlina, proveniente dalla Royal Academy of Fine Arts di Anversa.

In finale anche tre progetti selezionati da Lectra, da quest’anno main sponsor del concorso di fashion design: il premio speciale Lectra Fil Rouge Defile è stato assegnato a Maddalena Mangialavori, che ha studiato presso il London College of Fashion. La giuria era composta anche da rappresentanti di importanti maison di moda e brand come Furla o Benetton che hanno messo in palio il premio Furla Accessori per la collezione di accessori più innovativa, assegnato alla collezione di borse presentata da Virginia Parisi, proveniente dall’Accademia Costume e Moda di Roma, e il Premio Benetton per la collezione più global style, attribuito all’italiana Maddalena Mangialavori, del London College of Fashion. Infine il premio Chic&Green by Dinamica® è stato vinto dalla coppia uruguayana Mercedes Arocena e Lucia Benitez, proveniente dalla scuola EUCD Escuela Universitaria Centro de Diseno e il premio Queen of Love è andato al finalista coreano Kim Seung Hwan dell’Istituto Marangoni.

Si sono spente anche quest’anno così le luci sul concorso Mittelmoda che dal 1993 premia il talento e regala ai giovani creativi un’occasione unica di confronto tra esperienze e culture differenti.

Mara Franzese

0

PREVIOUS POSTSPage 1 of 5NO NEW POSTS