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Blog, Interviste, People, Rubriche, Talents
sveta

Bella, elegante e talentuosa, Sveta è una giovane designer russa di prêt à porter che ha mosso i primi passi nel mondo del fashion lavorando come modella. Ha sfilato per stilisti del calibro di Armani, Gianfranco Ferré e Alexander McQueen e ha posato per noti fotografi come Terry Richardson, Ellen von Unwerth e Greg Lotus, ma non ha mai dimenticato la sua vera essenza e il sogno di diventare stilista. Così, approfittando di un lavoro a Milano, ha deciso di perfezionare la sua formazione, iscrivendosi all’Istituto Marangoni. A luglio 2014 ha realizzato la sua prima collezione e da lì non si è più fermata. keep reading

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uel camilo

Un amore, quello per la moda, nato da bambino. Un sogno nel cassetto che inizia a realizzarsi a soli 18 anni – grazie alla collaborazione con un atelier di haute couture brasiliano – e che si trasforma in un progetto concreto, prendendo definitivamente forma nel 2007 con il trasferimento a Milano. Uel Camilo è un giovane talento internazionale che ha scelto il Bel Paese come patria della sua maison. Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più. keep reading

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Dal 24 Novembre al 6 Marzo, con la mostra “Il nuovo vocabolario della moda italiana”saranno protagonisti a La Triennale di Milano stilisti, marchi ed artisti che, negli ultimi vent’anni, sono stati capaci di rileggere in una chiave nuova e originale i codici creativi e il DNA culturale del nostro Paese.

L’esposizione che si appresta a sbarcare nella città meneghina si propone proprio di celebrare l’Italia della moda contemporanea. Dedicata al grande Elio Fiorucci, la mostra è curata da Paola Bertola e Vittorio Linfantea:«Se da una parte il “fatto in Italia” è riconosciuto nel mondo come eccellenza, dall’altra è tipicamente rappresentato da marchi e stilisti affermatisi sino agli anni Novanta, negando in un certo senso la sua capacità di rigenerazione. Eppure, confermando la storica attitudine all’auto-organizzazione italiana, una nuova generazione sta scrivendo da tempo un linguaggio riconfigurato della moda nostrana. Questo grazie alla valorizzazione di risorse accessibili in Italia e scomparse altrove: l’attitudine progettuale diffusa, i patrimoni di cultura materiale, le piccole reti di laboratori, le manifatture periferiche». keep reading

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Stampe evocative, pattern all-over, giardini fatati e boschi incantati. Colore, tanto. E la magia prende vita. Sì, perché gli abiti realizzati da Juan Caro e Fabio Sasso, fondatori del brand Leitmotiv, sono tele su cui scorgiamo dipinte quelle storie che ci venivano raccontate da bambini e che tanto amavamo. Così come amiamo le collezioni del duo creativo bolognese. E oggi, entriamo nell’idilliaco mondo del duo creativo per scoprirne di più.

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Si sono spenti i riflettori sulla fashion week milanese, andata in scena nella città meneghina dal 23 al 28 settembre, ed è giunto il momento di tirare le somme. Chi ha presentato cosa? Ma soprattutto, quali saranno le tendenze della prossima primavera estate? Noi ci siamo focalizzati sulle collezioni portate in passerella dai giovani stilisti – anche perché di anno in anno è sempre maggiore lo spazio a loro dedicato nel calendario di Milano Moda Donna. E non a caso questo 2015 è stato proprio un marchio emergente ad aprire le sfilate portando sul catwalk un’idea di moda pulita, lineare, che punta all’essenza piuttosto che all’apparenza. Chicca Lualdi, in un gioco di sottile equilibrio tra femminilità contemporanea e personalità understated, ha presentato capi in cui dettagli couture si fondono perfettamente con un’allure sporty chic, trovando il loro riferimento iconografico in Giò Ponti. Il design dell’architetto e le pavimentazioni realizzate con grafiche e geometrie nette di colori hanno ispirato ricami e applicazioni della collezione dando dettagli ai volumi anni ‘60. Chicca Lualdi Sempre nella prima giornata ha sfilato anche Stella Jean con una PE 2016 che, in un concentrato multiculturale di influenze, come di consueto, punta su stampe e pattern. Tra finiture esotiche, disegni di cactus, pompon e rafia multicolore, sono i migranti italiani trasferitisi in altri Paesi Europei ma anche in America o Africa ad ispirare la collezione della stilista Italo-haitiana. stella-jean È invece la grazia delicata e armoniosa delle ballerine di danza classica a ispirare la prossima stagione calda di Uma Wang. La designer cinese ha voluto che l’attenzione si concentrasse non sugli abiti bensì su quell’armonia tra vestito e persona che fa da fil rouge a tutta la collezione. Ed è per questo motivo che ha scelto di utilizzare un colore che fosse il più neutro possibile – il nude – su strati impalpabili di tessuti che attraverso giochi di sovrapposizioni definiscono una nuova silhouette. Uma Wang Marco De Vincenzo guarda al Giappone ma lo fa attraverso un punto di vista molto personale. Il talentuoso stilista, infatti, rilegge i codici estetici del Paese orientale e li reinterpreta in una chiave pop e contemporanea. Così gonne a pieghe con applicazioni di piume colorate, top in pelle laminata e stampata, mini abiti in vinile e coat in broccato vestono una nuova eroina manga, sensuale ed eccentrica. Marco De Vincenzo E sempre il Giappone – stavolta con le sue colorate distese fiorite – torna a farla da padrone tra le ispirazioni di un’altra giovane stilista. Si tratta di Daizy Shely, la designer – già vincitrice di Who Is On Next?, il progetto di scouting ideato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia – è stata scelta, infatti, da re Giorgio per sfilare all’Armani Teatro. Ed è sulla fortunata passerella del talento, quindi, che la stilista israeliana ha presentato la sua primavera estate. Una collezione che parte dalle fotografie aeree – non solo del paese nipponico – per acquisire nuove costruzioni. Sì, perché dall’alto tutto sembra geometrico, persino i fiori e le piume di struzzo tanto care alla creativa. I volumi sono over, le giacche da biker scintillanti e le gonne midi. La palette cromatica ha effetti degradé ed è ipercolorata. Daizy-Shely Così come è ipercolorata la nuova collezione di Leitmotiv, il brand di Juan Caro e Fabio Sasso, che aveva già debuttato sul catwalk milanese lo scorso febbraio. Il duo per la prossima spring summer vola in Arizona e trasforma le corna del cervo – logo ricamo tipico della griffe – in rami di alberi tra cui volano farfalle e piccoli insetti. È, infatti, una natura armoniosa, incontaminata e fantastica la loro, in cui il gorilla convive con il cavalluccio marino, il cactus in fiore con la conchiglia entro cui sbocciano primule del pensiero. Leitmotiv Tutt’altro scenario invece sulla passerella di Gabriele Colangelo. Il giovane stilista porta in scena un’idea di ordine rilassato e di primitivismo sofisticato, presentando una palette sobria in cui al bianco si accostano i toni del blu, del cachi e del lavanda. Gli abiti sono in seta cinzata, le gonne a matita in organza stretch, i coat sembrano lunghe camicie in canvas di cotone. Bande di velluto a due colori, infine, intervengono a generare movimento attraversando i capi in verticale e in orizzontale. L’ispirazione? Una raccolta di ritratti fotografici africani del primo novecento realizzati da F.W.H Arkhurst e le pitture astratte figurative di Scott Bergey. Gabriele+Colangelo Total White, laminati grigi, effetto vedo-non vedo, sfumature pastello che vanno dal glicine al giallo pallido. Mix di stili e colori per Alberto Zambelli. Lo stilista presenta una PE 2016 che strizza l’occhio agli scatti fotografici con cui Seydou Keïta ha raccontato il Mali dal 1943 al 1963 e da lì parte per raccontarci il suo di mondo: le donne immortalate dal fotografo prendono vita in ricami e applicazioni di danze tribali su abiti da sera, la dualità del bianco e nero delle fotografie si trasforma in un gioco di sovrapposizioni pronto a ridefinire la figura femminile, i gioielli tribali e arcaici si scompongono in linee ornamentali riprodotte sui capi in maglieria e nei jacquard. AZambelli La collezione di MSGM come sempre è eclettica ed eccentrica, adatta a giovani donne che amano giocare con la moda. Massimo Giorgetti si diverte a creare outfit stravaganti in cui abiti eleganti si indossano con pantaloni e sneaker sportive e vistose. A completare i look poi catene di metallo, fiocchi annodati con fasce di tessuto che partono dalle camicie, rouches, frange, stampe, colore e chi più ne ha più ne metta. msgm Se si parla di stile eccentrico non si può non parlare di Au jour le jour, il brand di Mirko Fontana e Diego Marquez. Il duo creativo con la primavera estate 2016 rende omaggio a Dash, che proprio quest’anno compie 50 anni, e trasforma il logo del detersivo più amato dalle italiane in stampa feticcio della collezione. Ma non solo. Il detersivo, infatti, diventa anche un divertente pretesto per pulire le macchie decorative che campeggiano sui capi pensati dai due giovani stilisti. Così quello che Au jour le jour sporca – tra spruzzi di ketchup, uova rotte e tazzine di caffè rovesciate sugli abiti – Dash pulisce. Il risultato? Una collezione pop, ironica e divertente che, per certi versi, ci ricorda lo stile di Jeremy Scott da Moschino. au jour le jour Nell’ultima giornata, notoriamente dedicata ai giovani – e a Re Giorgio – ha sfilato Vivetta, la griffe di Vivi’ Ponti che, dopo il debutto milanese avvenuto la scorsa stagione proprio grazie al supporto di Giorgio Armani, ha avuto stavolta l’onore di aprire il Day 6 con la sua sfilata. La stilista per la PE si è ispirata all’immaginario visivo di Slim Aarons e agli scatti del fotografo che immortalavano il jet set internazionale dell’epoca. Ecco allora che i ricami – con finestre tagliate al laser su camicie e abiti piquet – ricordano lo stile neoclassico delle ville hollywoodiane, i decori naïf sugli abiti a trapezio in popeline guardano ai giardini in fiore. Il gatto, infine, resta iconico riferimento per la designer e torna a fare da portafortuna, ricamato sui colletti e abiti smanicati. Vivetta E i simpatici gattini sono protagonisti anche della spring summer di Arthur Arbesser. Dai giubbini e dai pantaloni pensati dal designer viennese infatti emergono candidi felini disegnati dall’illustratrice Agathe Singer. Al centro della passerella, inoltre, un enorme gatto grigio – attorno al quale sfilano le modelle – riconduce all’estetica di Balthus, l’artista francese cui lo stilista si è ispirato per la collezione. La femminilità classica e al contempo provocatoria delle donne ritratte nei quadri del pittore, infatti, è palesemente ripresa nella spring summer del creativo e la ritroviamo su eterne lolite che amano indossare leggeri abiti a fiori in crêpe di cotone e impalpabili bluse trasparenti in nylon. arbesser A chiudere il nostro viaggio alla riscoperta dei talenti della moda made in Italy in passerella, infine, San Andrès Milano, il marchio del giovane stilista Andrès Caballero. Il creativo messicano, al ritmo della cumbia, tradizionale musica latina, ci ha presentato una collezione intrisa di tradizioni e sentimenti, pervasa di sorrisi, orgoglio, senso di appartenenza e voglia di vivere. Così anche la palette è vivace e gioiosa e spazia dal fucsia gardenia al verde smeraldo, dal giallo focoso al rosso accesso, dal corallo al bluette più grintoso. Non mancano inoltre le stampe: tra fiori e uccelli, il richiamo all’esotismo messicano è evidente. La forte presenza nella collezione di ricordi personali anche. SanAndres   Mara Franzese  
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Fare la moda in Italia da Roma in giù? Pura utopia. Eppure tanti sono i giovani talenti provenienti proprio dalle terre del sud, costretti il più delle volte a partire, lasciare tutto, armati di bagagli carichi di speranze, per seguire la loro buona stella e provare a realizzare quel sogno nel cassetto che nella propria città sarebbe rimasto chiuso a chiave probabilmente per sempre. Se poi la città, è una piccola città della Campania e i tempi sono quelli di austerità economica di oggi, allora diventa anche tutto più difficile. C’è però chi crede fortemente di poter trovare la chiave giusta per aprire quel cassetto. Ed è così, con queste premesse, che nasce “Benevento in Moda”. Un evento, ideato e diretto dal fotografo sannita Giovanni Di Dio, partorito per sostenere e promuovere i designer del domani. BiM Giunta ormai alla sua quarta edizione, la kermesse, fedele alla sua mission, domenica 20 settembre, ha acceso nuovamente i riflettori sugli stilisti emergenti. La soirée, presentata dall’ex Miss Italia Denny Mendez insieme ad Enzo Costanza, stavolta, ha accolto diciotto designer, otto dei quali giunti nella città delle streghe per partecipare all’edizione 2015 del contest “Giovani Stilisti”. Gli aspiranti designer si sono sfidati a colpi di chiffon, paillette e broccati di fronte ad una giuria tecnica, presieduta dal couturier di Pompei, Nino Lettieri. Ospite d’onore della serata, lo stilista campano ha anche onorato il catwalk sannita sfilando con la sua primavera estate 2015, già presentata lo scorso gennaio ad AltaRoma. Contest Giovani Stilisti La collezione – che trae ispirazione da una figura geometrica ricavata da un mosaico dell’antica città di Pompei, dove ha sede la sua maison – in un gioco costante di pieni e vuoti, con tessuti traforati a laser e una palette cromatica giocata interamente sul bianco e nero, tra capispalla stile kimono in mikado e pantaloni garçon, veste una donna audace, dinamica e contemporanea. E a sfilare anche un altro giurato, il couturier toscano Graziano Amadori, che ha presentato una collezione ricca di contaminazioni tra passato e presente. Insieme, i due, alla fine della serata, hanno annunciato il nome del vincitore del concorso. Si tratta della russa Ekaterina Maryshkova che con i suoi capi – particolarmente apprezzati per la tecnica utilizzata nei tagli – ha avuto la meglio su Maria Grazia Madau, Annamaria Renzulli, Carmelo Natale Mazzuca, Elisa Gigliotti e Giovanni Cirillo. Vincitrice La giuria però ha deciso di premiare anche Stefano Montarone per la ricerca d’avanguardia dei materiali utilizzati: il giovane pugliese ha inaspettatamente coniugato nella sua collezione chiffon, pelle e pvc. Ma non sono stati solo i capi dei giurati e dei concorrenti del contest a sfilare. Le mannequin, – coreografate dal regista di moda Pio Pinto e truccate dallo staff Gil Cagné – hanno indossato i capi di altri otto giovani stilisti.   Hanno calcato la passerella: Jaison Brown, talentuoso fashion designer, originario dell’India, che si è fatto notare per i suoi velluti e broccati verde smeraldo. Tra giacche e capispalla, la collezione “Russian Dolly” ha un unico fil rouge: le bambole russe. Annalisa Di Lazzaro Couture, designer calabrese che, in un tripudio di pizzi scuri, drappeggi e ricami, ha esaltato la figura di Ofelia, modello di eleganza e ribellione femminile, nella sua ultima collezione. Annamaria Patronella, stilista in erba che si è lasciata ispirare dalle fanciulle in fiore del mare e delle sorgenti per la collezione Couture 2016 “Ninfe Innamorate”. Queen Moda, esponente della moda positanese che per il 2016 ha proposto una collezione capace di fondere linee fluide, lavorazioni a mano e cura del dettaglio a un’idea di femminilità e lusso autentici. Falko Rosso, azienda sannita specializzata nel menswear che ha mostrato l’autunno inverno 2015-16 in vendita nel suo store. Andrea Perrino, giovane stilista pugliese che ha presentato la collezione “Nature’s Beauty” il cui concept ci parla di purezza, leggerezza, eleganza. Rocco Genco, stilista di Altamura che, in un tripudio di rose, ha portato in passerella una donna elegante e romantica. Daniela Moretti, jewelry designer lucana che, fedele ai valori di semplicità, estro e eleganza propri del brand, ha esaltato gli abiti con i suoi gioielli. Infine, Claudia De Micco, artista napoletana fondatrice del brand Kla Klight Art-Design, per l’occasione, ha realizzato una scultura ritraente il Teatro Romano di Benevento. Un pensiero per sottolineare l’importanza storica e culturale della città che è stato consegnato al vincitore del concorso e a tutti gli ospiti dell’evento. Jaison Brown   Mara Franzese
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Specchio dell’anima delle donne, prezioso scrigno custode di segreti, feticcio di culto. È la borsa la protagonista assoluta della nuova edizione di “New Designers at Coin Excelsior“, l’iniziativa che, dopo il successo di gennaio, qualche giorno fa, nell’ambito di AltaRoma, ha acceso nuovamente i riflettori sui giovani talenti.

Il Premium Contemporary Department Store di via Cola di Rienzo ha infatti rinnovato la sua collaborazione con la kermesse capitolina e, sabato 11 luglio, ha aperto le porte a sei creativi emergenti, già conosciuti sulle passerelle della fashion week romana.

Si tratta di una bella opportunità che favorisce un link immediato tra le nuove leve e le realtà commerciali e che, stavolta, amplia le occasioni di mercato di Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia e Zanchetti, i quali, fino al 3 agosto, saranno ospiti dell’edificio liberty, rinnovato dall’architetto Vincenzo De Cotiis.

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E le loro creazioni proposte per l’autunno inverno 2015-16, oltre ad essere esposte, in alcuni casi saranno anche acquistabili.

Ce ne sono per tutti i gusti: dalle borse caratterizzate dalla dicotomia tra elementi fetish-punk e cromie romantiche pensate dalla Ghisellini a quelle impreziosite dai gioielli che guardano al mondo estetico dell’occhio della Berardelli.

Dalle toy-bag ispirate all’arte contemporanea di Giancarlo Petriglia alle borse glamour attratte dall’universo delle costellazioni di Paula Cademartori.

Dalle borse di Sara Battaglia che giocano con le geometrie di colore come fossero naturale estensione delle frange, a quelle pensate da Giacomo Zanchetti che intraprende, invece, un viaggio surreale alla scoperta della materia.

Non resta dunque che correre a dare uno sguardo e scegliere quella più adatta alla propria personalità!

Mara Franzese
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I delicati alberi di ciliegio e i meticolosi giardini zen sono la cornice di una rigorosa riflessione sulle forme tradizionali del Giappone, filo conduttore della Collezione Fall Winter 2015-2016 di Chiara Baschieri.

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Le maniche a campana dall’effetto kimono dialogano con cappe e pantaloni dalle linee over, mentre coat oro in neoprene spalmato e lane cardate danno carattere alla leggerezza delle bluse in crepe de chine. Sperimentalismo materico e tradizione sartoriale nobilitano materiali poveri come la rafia, restituendone un allure sofisticato, anche laddove audaci tagli creano vertiginose scollature iperfemminili.

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La palette cromatica segue le regole della Porcellana di Imari, muovendosi dai toni del bianco, nero e grigio a quelli più accesi del blu elettrico e dell’arancio ossido. Completano il look, poi, le clutch e le cartelle in pelle di vitello e cavallino nei cui dettagli, quasi grezzi e granulosi al tatto, si celano raffinate cesellature geometriche, secondo il naturale approccio allo sperimentalismo artigianale giapponese.

Martina Briotti

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Si sono spenti i riflettori sull’edizione 2015 di Madeinmedi, la Mediterranean Design & Fashion Week che, da nove anni, sostiene il talento e promuove la creatività emergente. In scena dall’8 al 13 giugno nel sontuoso Palazzo Biscari di Catania, anche stavolta l’evento made in Sicily ha visto protagonisti i giovani designer.

Gli allievi dell’Accademia Euromediterranea, in particolare, hanno sfilato con le loro collezioni di fronte a Mario Dell’Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda, Roberto Portinari, segretario generale della piattaforma Sistema Formativo Moda, e Mario Boselli, presidente onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana. 

Martina AlessandrelloCaterina Bambara

Dieci gli allievi presenti. Tra loro Martina Alessandrello, in passerella con la collezione “Erzsébet“, ispirata alla Contessa Dracula, leggendaria assassina, ossessionata dall’eterna giovinezza e dalla bellezza eterea. Tra maxi strutture e spalline maestose, gli outfit presentati dalla fashion designer si colorano delle tonalità del sacrificio e dipingono una donna misteriosa.

Per la collezione “Cutless“, Caterina Bambara ha scelto invece una palette cromatica che rivela quel percorso graduale che dal buio più profondo porta a incontrare la serenità e la lucentezza d’animo, raccontando perfettamente la visione avveniristica del viaggio interiore della designer.

Elisa ConaFrancesca Gangemi

Sono i colori ad olio di Giorgio De Chirico a ispirare “Metamuse” di Elisa Cona. E se le tele del pittore italiano donano alla stilista l’idea della scelta cromatica, la macchina fotografica di Tim Walker ne regala l’aspetto emotivo.

Immagini emozionali tradotte in confusione cromatica e stilistica, poi, seducono Francesca Gangemi che, per la sua collezione uomo “Es“, dà sfogo alla parte più estranea del proprio io e si lascia ispirare dai luoghi freddi e nivei del Nord Europa.

Manuela IndacoFabiola Longhitano

Sono la filosofia, la cultura e il modo di intendere la vita in Giappone, invece, a guidare Manuela Indaco per “Hanami“. In particolare, la stilista guarda ai ciliegi in fiore del Paese del Sol Levante e porta in passerella una collezione intrisa di delicatezza e candore, misto a meraviglia e tristezza.

Fabiola Longhitano prende i fiocchi, li destruttura, li rilegge in una chiave nuova, rendendoli protagonisti indiscussi della collezione “Take a bow“. Il color block si mixa allo stile cocktail degli “anni delle spalline”, gli ’80, e tinge d’estate gli outfit delle ragazze ribelli portate sul catwalk.

Valentina MauroFederica Rao

Jabberwocky“, come la poesia presente nel secondo libro firmato da Lewis Carroll, è il nome della collezione disegnata da Valentina Mauro che in “Alice nel Paese delle Meraviglie” ha trovato la chiave di volta per realizzare i suoi capi. Sei i colori scelti e ogni look è caratterizzato da un’unica tonalità. Dalla purezza d’animo della Regina Bianca alla rabbia innata della Regina Rossa, tutte le nuance rappresentano uno dei personaggi principali del racconto.

Federica Rao, con i suoi sette outfit, ridona verità al volto umano. Attraverso la collezione “The no-Is“, falcata dopo falcata, racconta il cammino verso la conquista della propria identità stilistica. I colori sono basici: regnano solo tre tonalità e la gradazione di mezzo è il punto di contatto tra i due estremi cromatici. Le fitte trasparenze concentrano l’attenzione su ciò che si cela dentro, lasciando intravedere la realtà umana.

Shanghai e i suoi grattacieli. La loro luce nel buio della notte. Chiarezza stilistica, modernità e geometria in un elegante equilibrio. Il gusto minimal del design levantino, coniugato all’influenza fantascientifica del Cyberpunk, è espresso da Marzia Giselle Sapienza nella collezione “Shanghainese Bund“. Linearità e essenzialità sono i concetti cardine della geometria stilistica proposta dalla giovane designer.

Marzia SapienzaSofia Noemi Sgrò

Sofia Noemi Sgrò, invece, con “Dalilà” ha voluto omaggiare la sorella maggiore che l’ha guidata nella maturazione del suo pensiero politico e patriottico. L’Autunno-Inverno pensato dalla stilista ringrazia, infatti, le donne partigiane per la lotta a difesa del suo Paese, l’amata Italia, cui dedica la collezione. Così, Sofia gioca con lo stile anni cinquanta e con le linee stilistiche delle divise militari, vestendo una donna forte, pronta a scendere in campo per difendere i propri valori e principi. Anche su un tacco 12.

Durante la sfilata degli allievi Harim sono stati proiettati i fashion film di Tatiana Lisi e Benedetta Pellizzeri e i jewels film di Sanas Atia, Rossella Margaglio e Roberta Ruggeri.

In passerella, oltre ai ragazzi dell’Accademia siciliana, anche il giovane Antonio Attisano per la categoria Sood Generation. Lo stilista, con la sua “Sinfonia n° 5”, ha voluto fare una riflessione estetica sulla Bellezza, pura e sorprendente. E attraverso la spring summer 2015, esaltando quell’eleganza discreta fatta di particolari di stile, ne ha colto l’essenza puramente femminile. Attraverso la forma e il colore, ne ha svelato il lato più seducente.

Hanno sfilato, infine, per l’International Fashion Show, Moisés Nietobrand di moda femminile fondato nel 2011 dall’omonimo designer spagnolo; la stilista Raja El Rayes, libica di nascita ma italiana d’adozione, con il marchio Rujji collection e la designer egiziana Shahira Fawzy.

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È Bliss Lau il brand vincitore della prima edizione del Time-Contemporary Fashion Award, il Premio che punta a mettere in luce quelle realtà emergenti della moda che, oltre ad essere creative, si presentano mature sotto il profilo commerciale e produttivo.

Così, patrocinato dal Comune di Milano, il progetto internazionale di brand accellerator, promosso ed organizzato da Camera Italiana Buyer Moda e White, con il supporto di Farfetch e Lancia, ha debuttato in questa edizione del salone della moda contemporary premiando il marchio newyorkese di gioielli.

Il brand made in USA – che fa capo all’omonima designer imprenditrice – selezionato tra i dieci finalisti, ha convinto la giuria coordinata da Mario Dell’Oglio, presidente di Camera Italiana Buyer Moda.

A convincere la giuria popolare, invece, è stato il designer Maurizio Miri. Mentre il premio speciale di Russian buyers union è andato a Ultràchic.

Menzione d’onore, infine, per il talentuoso stilista di borse Giancarlo Petriglia che è stato scelto da Lancia per disegnare uno speciale accessorio per la nuova Lancia Y che sarà svelata a settembre.

Mara Franzese
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E’ Vittorio Branchizio il vincitore dell’edizione numero sette di Who Is On Next? Uomo, il contest dedicato ai giovani talenti della moda menswear, nato dalla collaborazione tra Pitti Immagine Uomo, AltaRoma e Vogue Italia. Una menzione speciale, invece, è andata a Miaoran, il brand dello stilista cinese Miao Ran. Branchizio ha convinto la giuria per la “marcata capacità tecnica e d’innovazione che si unisce a una sapiente rielaborazione della migliore tradizione manifatturiera italiana” impiegata nella sua linea di maglieria maschile fondata nel 2014. Miaoran, invece, è stato premiato per la sua “proposta completa e originale”. Il suo – anche in questo caso nato lo scorso anno – è stato giudicato “un progetto maturo, risultato di una ricerca su materiali e forme. Una storia professionale e personale partita dalla Cina per crescere nella tradizione artigianale italiana”. Mara Franzese
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La sacralità epica del popolo delle Janas – secondo le leggende minute fatine tessitrici dell’entroterra sardo – è il punto di partenza per la collezione FW 15-16 di Quattromani. Il duo composto da Massimo Noli e Nicola Frau ha portato in passerella, per la prossima stagione fredda, silhouette lineari e forme asciutte di ispirazione 70’s combinate alla ricchezza materica e a un costante approccio sperimentale. Le piccole Janas, disegnate per Quattromani dall’artista visuale La Fille Bertha, si rivelano in un simbolico rituale prodigioso, su camicie e maxi dress.

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«Il mondo delle leggende è magico e misterioso» racconta La Fille Bertha «lascia ampio spazio all’immaginazione e all’interpretazione. Altrettanto magico è stato interpretare per Quattromani questo tema a me caro, che ricorre come un fil rouge fin dalla mia infanzia. Le due figure femminili incarnano simbolicamente una l’aspetto vampiresco delle Janas, l’altra quello fatato».

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L’attenzione è focalizzata sulla maglieria, con shirt, body slim fit e pantaloni svasati, completati da inserti eco-fur e finiture lurex effetto stripes double color. Morbidezza ricercata anche nei capospalla, nel poncho in lana merinos e nei dettagli pon pon di minidress, sweater e culotte.

La palette cromatica spazia dal solare bianco lana fino al rosa, lilla e cammello, stupendo nei lampi purpurei, canarini e cremisi, per fermarsi poi su più ombrati cenerini, blu e nero. A completare i look, infine, mini clutch nero carbone, in vernice e borchiette dorate, piattine mini e maxi e i bauletti in pelle cipria.

 Martina Briotti
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Blazé delle giovani Corrada Rodriguez D’Acri, Delfina Pinardi e Sole Torlonia, Giuseppe Di Morabito, L72 del designer Lee Wood, Luca Sciascia e Miaoran dello stilista Miao Ran, per la categoria prêt à porter.

Alexander White, Avanblan di Francesca Calistri, Bams Moda del trio creativo Ginevra Vitale, Andrea Giordano Orsini e Manuel Romano, Catherine de Medici 1533 di Francesca Pisano, Giannico di Nicolò Beretta e Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle, per la categoria accessori.

Sono loro gli undici finalisti di Who Is On Next? Donna 2015 che, il prossimo luglio, sfileranno nel calendario di AltaRoma, sfidandosi per la conquista dell’undicesima edizione dell’ambito premio.

Considerato tra le piattaforme creative più autorevoli, il concorso per giovani talenti della moda, dopo i successi delle prime dieci edizioni, inizia il suo secondo decennio, proseguendo l’attento lavoro di scoperta e promozione dei designer emergenti.

Fedele al suo obiettivo di sostegno del made in Italy, infatti, il progetto di talent scouting, ideato e realizzato da AltaRoma, in collaborazione con Vogue Italia, continua a dare spazio e opportunità alle nuove generazioni di creativi, consolidando il ruolo di Roma come centro propulsore del talento e vetrina per gli stilisti in erba.

Mara Franzese
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Prendete Vienna e il suo classicismo settecentesco. Lasciatevi trasportare per un momento dalle armoniche sinfonie di Mozart e Beethoven. Vi ritroverete così nel mondo dal quale parte l’ispirazione per la collezione FW2015|16 di Trenta7 by Eleonora Moccia.

Tra armonia ed eleganza, antichi palazzi e teatri, drappeggi e rossi sipari di velluto, l’immaginario rococò della designer si traduce così nelle nappine alla caviglia di decolleté con calzino o scollate, nei mocassini bicolor, nelle chiusure a cartella interscambiabili e negli stivali dal mood soldier.

trenta71 trenta72 Accanto alla classica nappa e vitello, ecco che la designer romana, classe 1981, accosta il velluto e il raso, fino ad elementi in eco-fur dai colori accesi. La palette cromatica spazia dal giallo senape, al viola, al verde salvia, passando per il nero assoluto, il blu ottanio fino a un iconico oro.

Martina Briotti

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Sono Marta Marques e Paulo Almeida, fondatori del brand Marques’Almeida, i vincitori della seconda edizione dell’LVMH Young Fashion Designer Prize.

Premiato per “l’abilità tecnica e l’approccio originale nell’uso del colore e della texture” come ha spiegato Delphine Arnault, Vice-Presidente esecutivo di Louis Vuitton e ideatrice del Premio, il duo portoghese ha battuto la concorrenza e si è aggiudicato 300 mila euro più il sostegno per un anno, finalizzato allo sviluppo del business del marchio.

Ma la giuria, a sorpresa, ha deciso di premiare anche Simon Porte di Jacquemus. Al designer francese 150 mila euro e lo stesso supporto di mentoring di Marques’Almeida.

Il premio per i giovani talenti è stato consegnato ai vincitori presso la Fondazione Louis Vuitton dall’attrice Natalie Portman.

Otto i finalisti: oltre ai vincitori, Arthur Arbesser, designer austriaco con sede a Milano, Coperni di Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant, designer francesi con sede a Parigi, Craig Green, stilista inglese con sede a Londra, Faustine Steinmetz, creativo francese con sede a Londra, Off-White ovvero Virgilio Abloh, stilista americano con sede a Milano, e Vetements, brand fondato da Demna Gvasali, designer tedesca con sede a Parigi.

A valutarli una giuria d’eccezione presieduta da Delphine Arnault e composta da Jean-Paul Claverie, consigliere di Bernard Arnault, e Pierre-Yves Roussel, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Fashion LVMH, oltre che dai nove direttori creativi delle più importanti case di moda appartenenti alla holding: JW Anderson (Loewe), Nicolas Ghesquière (Louis Vuitton), Marc Jacobs (Marc Jacobs), Karl Lagerfeld (Fendi), Humberto Leon e Carol Lim (Kenzo), Phoebe Philo (Céline), Raf Simons (Dior), Riccardo Tisci (Givenchy).

“I designer che hanno partecipato al Premio LVMH 2015 ci hanno veramente sorpreso e impressionato per la loro diversità, le loro idee e il grande entusiasmo. – ha dichiarato Delphine Arnault – Anche se molto giovani, sono tutti di grande talento”.

I 10 mila euro del Graduate Prize, – che include anche un anno di esperienza nel gruppo LVMH – infine, sono andati a Mattu Bovan e Gabriel Castro della Central Saint Martins e a Josh Dean della Kingston University che lavoreranno rispettivamente da Louis Vuitton, Kenzo e Dior.

LVMH, inoltre, ha deciso di rinforzare il suo impegno per i designer emergenti premiando anche le due scuole londinesi con un importo in denaro.

Mara Franzese

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Blog, NEWS

Promuovere la creatività emergente, sostenere i giovani talenti, offrire opportunità lavorative a chi ambisce a farsi largo nel mondo della moda. Questi gli obiettivi di Madeinmedi, la Mediterranean Design & Fashion Week che, giunta alla sua nona edizione, torna puntuale anche quest’anno. L’evento “made in Sicily”, infatti, dall’8 al 14 giugno, accenderà nuovamente i riflettori su Catania, andando in scena nella suggestiva location di architettura barocca, Palazzo Biscari.

Il calendario si profila fitto di appuntamenti. Tra mostre artistiche a tema, – che esplorano l’universo dell’alta oreficeria o del design – sfilate, performance e fashion film, Madeinmedi 2015 si presenta come un contenitore di idee, un palcoscenico privilegiato per gli artisti in erba, “uno spazio ideale per promuovere e, al contempo, trasferire ai giovani le giuste abilità per costruirsi un futuro nella propria terra”, come ha sottolineato Marco Aloisi, producer e deus ex machina dell’evento siciliano.

L’appuntamento “Multicasting Are You Ready?“, a esempio, si rivolge a quei giovani che vogliono entrare nel mondo del fashion, del cinema o dello spettacolo. I partecipanti potranno essere selezionati da note agenzie di moda e da aziende e professionisti operanti nel fashion system. Madeinmedi, infatti, si fa promotore di un genere in notevole espansione, quello del “Fashion film”, un mezzo alternativo per catturare e raccontare la moda: mini cortometraggi coglieranno lo spirito e l’identita? di un brand o la creatività di un giovane designer.

Meritato spazio, naturalmente, sarà riservato agli stilisti emergenti del Mediterraneo. Svelare nuovi talenti, d’altronde, resta, la principale mission del Mim. Le sfilate prenderanno il via il 13 giugno, in una scenografia, intrisa di arte, che custodisce una storia antica, in cui il passato incontra il presente e il futuro. Sul catwalk, infatti, le collezioni degli allievi dell’Harim Accademia Euromediterranea, Sood Generation e l’International Fashion Show con noti stilisti di cui presto saranno svelati i nomi.

Non resta, dunque, che attendere l’8 giugno per scoprire le nuove proposte in mostra in questa vetrina di arte, moda, design.

Mara Franzese

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Blog, NEWS

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Al via l’edizione 2015-16 dell’International Woolmark Prize, uno dei premi più ambiti per giovani designer. In corsa per la finale anche l’Italia con due promettenti marchi emergenti.

Si tratta dei COMEFORBREAKFAST, il brand fondato da Antonio Romano e Francesco Alagna, che sarà in gara per la categoria donna, e di Christian Pellizzari che concorrerà, invece, per il menswear.

Il concorso per nuovi talenti, organizzato da The Woolmark Company, mira ad esaltare i benefici legati all’utilizzo della lana e le sue molteplici qualità. Per questo motivo, in occasione della finale “Europea”, che si terrà il prossimo 13 luglio ad Anversa, i designer selezionati saranno chiamati a presentare sei bozzetti di una capsule collection in lana Merino più un outfit completo. A decretare i vincitori, una giuria di esperti a livello internazionale, i cui nomi saranno presto svelati.

Gli altri cinque premi regionali si terranno a Shanghai (Asia), Sydney (Australia), New York (USA), Dubai (India e Middle East) e Londra (British Isles), ultima nata tra le regionali del ‘Woolmark Prize’.

In ognuna di queste sei aree verranno selezionati i dodici finalisti che riceveranno un premio di $50.000 per realizzare la loro prossima collezione e, inoltre,  l’invito a partecipare alla finale internazionale, in calendario a gennaio 2016 a Firenze, durante Pitti Uomo, e a Febbraio 2016 a New York. In palio, stavolta, $100.000 per i vincitori delle due categorie.

In bocca al lupo ai due brand italiani allora. E che vinca il migliore.

Mara Franzese

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Blog, Interviste

Due percorsi formativi diversi, due esperienze parallele che si intrecciano in una combinazione originale, e mai scontata, che è lo stile eclettico del brand emergente SCI’M. Ivano Tella e Filippo Baeli sono due talentuosi e promettenti stilisti, all’attivo con il loro marchio dal 2012. Textile designer il primo, fashion designer l’altro, i due creativi esplorano l’universo pop con le loro stampe. Ma com’è nata l’idea? Lo abbiamo chiesto proprio al duo stilistico che abbiamo intervistato per entrare insieme nel loro mondo visionario.

Qual è il cammino professionale che vi ha portati fin qui? Raccontateci come è nato questo sodalizio.

Il nostro sodalizio è nato un po’ per caso. – racconta Ivano  – Un giorno, quasi per gioco, Filippo mi propose di utilizzare un suo disegno come stampa per un figurino. Era il 2012. Quel figurino si trasformò in un abito in gara per un concorso nazionale dedicato agli stilisti emergenti. Benché non del tutto estranei al mondo della moda, fu proprio quel contest a convincerci che, insieme, avremmo potuto creare qualcosa di stimolante per entrambi. Io avevo iniziato già nel 2010 a farmi conoscere nel panorama internazionale come textile designer grazie a numerosi concorsi e collaborazioni con aziende tra Londra, Berlino e San Francisco. Al contempo, Filippo disegnava abiti su commissione per le amiche, ignorando l’idea che la sua passione sarebbe potuta diventare qualcosa di più concreto e ambizioso. All’inizio, il foulard ci è sembrato il punto di partenza ideale per il lancio del nostro marchio: un accessorio evergreen in cui il “disegno” poteva farla da padrone. E, inoltre, un prodotto non troppo impegnativo in termini di produzione e investimento iniziali. Così abbiamo deciso di partire da lì. Ben presto, però, ci siamo voluti spingere oltre, esplorando anche il mondo dell’haute couture e quello dei costumi da bagno.

Perché SCI’M?

SCI’M nasce dalla volontà di racchiudere in un unico nome l’intera visione del brand e la sua filosofia. – spiega Filippo – Le iniziali del prefisso SC sono infatti l’acronimo del nostro “motto” SOCIAL COUTURE, mentre il suffisso I’M, dal verbo inglese To Be = essere, è sinonimo di “io sono” e di quella individualità che il brand vuole fare emergere rispetto all’omologazione fashionista imposta dalle grandi griffe. Ci definiamo SOCIAL perché i social media sono l’habitat in cui il marchio ha mosso i suoi primi passi e dove ancora intrattiene relazioni con partner, magazine, fornitori e followers. Il termine COUTURE invece, è stato scelto per veicolare la grande attenzione verso materiali di pregio e manifattura impeccabile: è tutto rigorosamente 100% made in Italy.

Le vostre creazioni sono appunto totalmente made in Italy. Parlateci del vostro processo produttivo.

Il nostro processo produttivo è molto semplice e spesso tutto ruota in base alla selezione dei tessuti che intendiamo stampare. Per la realizzazione di una collezione ci avvaliamo del sostegno di aziende, stampatori e confezionisti, ubicate nel Nord Italia, tra Brescia, Bergamo, Milano e Como. Il primo capo chiaramente nasce “in casa”, un prototipo confezionato da me sul quale si fanno tutte le valutazioni del caso: lunghezze, volumi, proporzioni. In seconda istanza si testa la stampa per capirne il suo appeal e la grandezza del pattern per poi passare a cartamodello, stampa del tessuto e confezionamento finale.

Colori vibranti, grafiche evocative, stampe dall’allure pop. Il vostro stile si nutre costantemente di suggestioni visionarie, frutto di una spiccata sensibilità estetica. Raccontateci il mondo SCI’M.

Comunicare attraverso le stampe rappresenta la vera essenza del nostro brand. Crediamo fortemente nel potere evocativo che un’immagine può trasmettere, viviamo nell’epoca di Instagram dove una foto postata può rivelare più di mille parole: perché non farlo giocando con la moda? Dietro ogni stampa c’è sempre una storia, un messaggio, spesso una provocazione. E lo stesso accade con l’uso del colore. Quello che a noi piace è dipingere con una prospettiva diversa, sovvertire un po’ le regole e costruire nuovi schemi secondo i quali una cosa non dove essere necessariamente rappresentata così come la si conosce ma può essere reinventata fino ad assumere un senso del tutto nuovo ed estraneo. In sintesi, l’estro di SCI’M sta nel coniugare grafiche non convenzionali con abiti dalle linee pulite, eleganti e femminili.

E, come raccontava Ivano, avete già vinto molti contest dedicati al textile design con le vostre grafiche…

Sì, tutto nasce dalla partecipazione a concorsi online dedicati al textile design. Ad oggi sono moltissime le realtà internazionali che hanno costruito il loro successo su piattaforme dedicate a giovani designer, provenienti da tutto il mondo, che mettono a disposizione il proprio background per costruire marchi il cui punto di forza sono le stampe. La prima partecipazione è stata una sorta di scommessa, mossa dal desiderio di vedere se e come la nostra sensibilità artistica potesse essere percepita in un contesto di così ampio respiro. Ricordiamo tutte quelle emozioni che si provano in una vera e propria gara, quando sbirci le opere di altri concorrenti per valutarne l’originalità con il timore che il tuo lavoro sia troppo “diverso” per poter essere premiato. Ricordiamo la sensazione di sentirsi piccoli al cospetto di altri designer con più esperienza, insieme alla curiosità di come uno stesso tema possa essere interpretato da un designer italiano piuttosto che da uno russo, indiano, cinese o serbo. E indovinate? Primo contest, prima vittoria! Da lì non ci siamo più fermati. Entusiasmati dalle vittorie che arrivavano puntuali, concorso dopo concorso, e da tutto ciò che ne conseguiva tra articoli, interviste, pubblicazioni su riviste di settore, vetrine su importanti siti di vendita online, siamo stati investiti dalla ”febbre da contest”. Su qualsiasi nuova piattaforma ci spostassimo per gareggiare, da Londra a Parigi, da Berlino a San Francisco, i successi continuavano – e continuano tuttora – ad arricchire il nostro portfolio. Dal semplice gareggiare a questi concorsi, le strade si sono poi aperte a vere e proprie collaborazioni ad hoc, in cui il cliente stesso sceglieva noi e il nostro stile per la propria collezione. Oggi siamo riusciti a diventare un punto di riferimento per molti textile designer conosciuti in questi contest, con i quali abbiamo un solido rapporto di amicizia a dimostrazione di come la competizione, a volte, se supportata dalla stima, possa costruire qualcosa di veramente bello.

Oggetti inusuali come le carte da gioco francesi sono protagosti nei vostri disegni. Dove trovate l’ispirazione per le collezioni?

Le ispirazioni arrivano dagli oggetti che ci circondano o da situazioni che viviamo quotidianamente. È probabile che nell’utilizzare un videogioco qualcosa vada storto. Benissimo, ecco che il digital glitch potrebbe diventare l’idea per una futura collezione di stampe. Allo stesso modo, una partita a carte può trasformarsi in un’occasione in cui ci si chiede: perché non utilizzare l’iconografia delle carte da poker per una collezione di textile? È così che arrivano gli input creativi, tenendo gli occhi ben aperti su ciò che ci circonda e cercando di rielaborare tali “segnali” in qualcosa che resti equilibrato, senza risultare eccessivo. Ed è proprio nel trovare questo equilibrio che ricorriamo alle nostre strategie di mix and match, e al nostro metodo matematico-analitico di dosaggio dei toni e dei pieni e vuoti.

Un’avventura la vostra che, partita con i foulard, ora sta per approdare al prêt à porter. Ma da quando avete fondato il brand, avete esplorato già diversi universi: da quello del beachwear a quello dell’Haute Couture con la Poker Collection che, tra l’altro, ha ispirato anche i vostri iconici papillon. A quale di questi mondi vi sentite di appartenere di più? E dove vi vedete in futuro?

Questa domanda ci piace moltissimo – dice Ivano – perché, come diremmo noi, mette un po’ il dito nella piaga. Senza alcun indugio potrei dire che Filippo è molto più vicino all’haute couture. È quasi impossibile smuoverlo da certi schemi. Allo stesso modo c’è da ammettere che io mi sento molto più vicino, invece, ad una visione della moda “young” e “street”. Ma probabilmente è proprio il connubio di queste due visioni a caratterizzare il nostro brand che, a nostro avviso, trova la sua massima espressione nella prossima collezione SS16. Una collezione di prêt à porter che non rinuncia a tessuti di indiscutibile pregio e in cui, ovviamente, non mancheranno le nostre stampe. Per il futuro ci risulta difficile fare previsioni, le cose stanno cambiando tanto e molto velocemente, ci auguriamo soltanto di preservare la nostra passione e tenacia.

A che tipo di target vi rivolgete? Avete un’icona di riferimento?

Il nostro target principale è la donna, anche se spesso ci piace non trascurare l’uomo producendo in questo caso accessori come papillon e sciarpe. La “nostra donna” non può essere racchiusa in un range di età o in uno schema sociale perché in realtà è la sua personalità a portarla verso SCI’M. Le persone cui ci rivolgiamo non hanno paura di osare e non sono vittime dei fashion diktat imposti dai superbrand. Il loro profilo è quello di una persona sensibile all’inusuale, al pezzo unico, al non visto e rivisto, una persona che ama sperimentare e che guarda alla qualità del prodotto prima ancora che al nome del brand stampato sull’etichetta. E’ un target che respira la moda e che, al contempo, vuole farla. Chiunque abbia queste caratteristiche può ritrovarsi nei nostri prodotti.

Dove si possono acquistare le vostre creazioni?

Per il momento la nostra distribuzione è limitata a pochi negozi del Nord Italia e ad un paio di piattaforme di vendita online. Naturalmente ci auguriamo il meglio per il nostro brand e, chi può dirlo, speriamo di espanderci presto.

Progetti futuri e sogni nel cassetto.

Abbiamo tanti sogni nel cassetto. In primis un’altra collezione di abiti ma anche lo sviluppo di nuovi accessori, magari borse. Di progetti in cantiere per il 2015 ne abbiamo un paio tra cui una collaborazione per una capsule collection, di cui non possiamo svelare molto, e un co-branding con un altro marchio emergente. Ma noi non ci fermiamo mai quindi… stay tuned!

Mara Franzese

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Si profilano grandi opportunità per chi vuole intraprendere una carriera nel mondo della moda. E ad offrirle è l’Accademia Costume & Moda di Roma.

Sì, perché la storica sede capitolina, fondata nel 1964 da Rosana Pistolese, ha indetto un Bando di selezione internazionale per l’assegnazione di 9 borse di studio per i corsi triennali del prossimo anno accademico 2015/16.

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Fucina di talenti, l’ACM – che, in cinquant’anni di attività, ha formato costumisti, giornalisti e Direttori Creativi di importanti maison e che, recentemente, ha ampliato l’offerta formativa con le triennali in Design dell’Accessorio e in Comunicazione di Moda -, infatti, dà la possibilità ai più meritevoli di guadagnarsi un posto in classe.

Le borse di studio saranno erogate per i tre anni accademici di frequenza sia per il Diploma Accademico di I° livello in Costume e Moda (180 crediti ECTS), in lingua italiana, che per le neonate triennali in lingua inglese, entrambe alla loro I° edizione: in Fashion Accessory Design Made in Italy e in Fashion Editor-Styling e Communication.

Le borse saranno fino a 3 per ogni corso triennale, pari al 100%, al 50% e al 25% della retta di frequenza. Rimarrà a carico dei borsisti la quota d’iscrizione annuale.

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Naturalmente, requisito fondamentale per accedere ad uno dei Corsi Triennali è il possesso di un Diploma di maturità quinquennale o di un altro titolo di studio rilasciato in Italia o all’estero riconosciuto idoneo.

Comune è il brief del progetto da presentare, sul tema specificato nel Bando, sulla base del quale, in occasione del colloquio, durante una delle giornate dedicate alle prove di ammissione, saranno valutati i partecipanti.

La domanda di partecipazione, insieme al progetto, dovrà pervenire, secondo le modalità indicate nel Bando, entro e non oltre il 31 agosto 2015.

Ulteriori informazioni, Bando e modulistica si possono trovare sul sito dell’Accademia Costume & Moda, all’interno di ogni sezione dei corsi interessati.

Mara Franzese
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Costruzioni geometriche e lineari, accessori metallici e ricercati, materiali preziosi. Gabriele Colangelo lancia una nuova linea di borse per la primavera estate 2015.

Si tratta di sei modelli: 20 articoli in totale – di cui 12 presentati per la collezione resort e 8 per la show collection. Dalle shopping bag decostruite alle clutch gioiello quadrate, le borse pensate dal talentuoso designer milanese, vincitore nel 2008 del concorso Who Is On Next?, si impreziosiscono di dettagli.

Gli articoli, realizzati in suede, pitone e nappa mat, infatti, si arricchiscono di viti piatte, chiusure metalliche bigalvaniche e manici dalla forma prismatica. La shopping presenta una costruzione rovesciata e ha manici rigidi, mentre, la clutch, creata in pony e in un mix di materiali differenti, ha l’impugnatura sagomata.

Inizia, dunque, una nuova avventura per il giovane stilista che rafforza ulteriormente l’ampliamento del suo marchio.

Mara Franzese
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Le Janas di Quattromani invadono la passerella della Riga Fashion Week.

È stato il brand dei due giovani designer, Massimo Noli e Nicola Frau, infatti, il guest brand italiano dell’ultima settimana della moda lettone, in scena dal 17 al 21 marzo.

Il gruppo Design42day, dunque, ha scelto di sostenere il duo creativo sardo per la ventiduesima edizione della kermesse che punta alla valorizzazione degli stilisti emergenti.

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Così, nell’ultima giornata, i due talentuosi designer hanno messo in mostra la loro creatività, presentando su uno dei catwalk più interessanti dell’Europa del Nord-est la collezione autunno inverno 2015-16, già scesa sulla passerella di AltaRoma lo scorso gennaio.

A fare da fil rouge ai capi pensati per la prossima stagione fredda, la sacralità epica del popolo delle Janas, minute fatine tessitrici dell’entroterra sardo.

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Ecco allora che piccoli sortilegi tessili e argentee atmosfere lunari si intrecciano tra i filamenti lurex e i laminati glossy. Stampe dal sapore fairy pervadono camicie e maxi dress, rivelando le Janas in un simbolico rituale prodigioso.

Silhouette lineari e forme asciutte dall’allure 70’s si combinano alla ricchezza materica e al costante approccio sperimentale del brand menzione speciale alla nona edizione del concorso di scouting per nuovi talenti, Who Is On Next?.

Mara Franzese
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