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Puntuale come ogni anno, è tornato l’appuntamento con Altaroma, la settimana della moda capitolina.

Tenutasi dal 25 al 28 gennaio, quest’anno ha visto coinvolti non solo gli spazi del Guido Reni District ma anche il Maxxi – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo e La Galleria Nazionale. Inoltre, gallerie d’arte, prestigiosi hotel e i migliori Department Store della città hanno ospitato i numerosi eventi che hanno animato questa edizione.
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5 designer di successo, Thomas Tait, Marco De Vincenzo, Nicholas Kirkwood, MSGM Massimo Giorgetti e Paul Andrew affermatisi anche grazie alla selezione da parte dei più importanti e qualificati concorsi, hanno scelto di supportare e valorizzare altrettanti 5 designer di talento emergenti Carlo Volpi, Maria Sole Cecchi, Fernando Jorge, Martine Rose e Matteo Lamandini.

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Questo è stato 5+5, un esperimento di mentoring che ha confermato la vocazione rivolta al sostegno di giovani creativi, a dimostrazione di quanto il supporto tra nuove generazioni della moda sia utile a favorire un sostegno a designer emergenti da parte di talenti ormai affermati e di successo.

Così, nel percorso della mostra, le creazioni dei designer più avanti della carriera hanno accompagnato idealmente, le collezioni di coloro che hanno scelto. Un allestimento a metà tra una mostra statica e uno show-room evocativo, dove vedere, toccare e studiare l’evoluzione delle idee che si trasferiscono dagli accessori, agli abiti, passando per i gioielli a dimostrazione di quanto la creatività si rigeneri e diventi un circolo virtuoso di proposte per crescere e diventare i designer del domani.

Martina Briotti

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Il Fashion Hub di Altaroma è stato inaugurato da A.I. Artisanal Intelligence, progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques, che quest’anno ha raccontato le storie di 100 tra artisti, artigiani e designer che hanno partecipato nelle scorse 10 edizioni, presentandoli come criminali schedati, fotografati e archiviati dopo averli “interrogati”.

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A.I. Creative Crime è stato, infatti, il titolo scelto per la mostra allestita nelle sale del palazzo delle Esposizioni, per fare un fondamentale bilancio sul lavoro fatto, sulla situazione di chi oltre che creare deve essere imprenditore di se stesso. Un lavoro di ricerca importante frutto dell’osservazione di un territorio non solo nazionale. Lo spazio è stato diviso in due, l’archivio antologico con l’allestimento di una selezione dei pezzi più significativi e le schede di tutti i partecipanti nei cinque anni di attività del progetto, e davanti i nuovi designer presentati nell’edizione di quest’anno.

Tra le nuove storie i cappelli scenografici ed ironici di Ilariusss creati da Ilaria Soncini,  l’eleganza, la portabilità e la leggerezza degli abiti di Lieke Pansters, le clutch da uomo ispirate alla cultura pop di Michele Chiocciolini, le camicie di Silvia Bergomi per Naugy, la collezione di gioielli di Luigi Borbone e i tessuti di Pierre-Louis Mascia, illustratore e designer francese.

Martina Briotti

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Grande era l’attesa per l’undicesima edizione di Who is on Next?, il progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda Made in Italy, ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Cambio di location – i 5 finalisti hanno sfilato infatti lunedì 13 luglio all’interno del Palazzo delle Esposizioni – ma non di intenti: prosegue infatti il percorso votato alla ricerca di una sempre crescente qualità, premiando l’impegno, la determinazione e le personali capacità espressive.

Lee Wood, designer inglese di L72, è stato premiato da Franca Sozzani, Editor in Chief di Vogue Italia, vincendo nella categoria abbigliamento donna, grazie alla sua ricerca di stile che non ama oltrepassare i limiti. Tra gli altri finalisti Blazè, Luca Sciascia, Giuseppe di Morabito e Miaoran.

Due i vincitori invece nella categoria accessori: Nicolò Beretta, designer di Giannico, per lo shoewear e Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle con le sue borse che riprendono l’heritage Africano. Hanno trionfato su una rosa di finalisti composta da Alexander White, Avanblanc, Bams e Catherine De’ Medici 1533.

Martina Briotti
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Specchio dell’anima delle donne, prezioso scrigno custode di segreti, feticcio di culto. È la borsa la protagonista assoluta della nuova edizione di “New Designers at Coin Excelsior“, l’iniziativa che, dopo il successo di gennaio, qualche giorno fa, nell’ambito di AltaRoma, ha acceso nuovamente i riflettori sui giovani talenti.

Il Premium Contemporary Department Store di via Cola di Rienzo ha infatti rinnovato la sua collaborazione con la kermesse capitolina e, sabato 11 luglio, ha aperto le porte a sei creativi emergenti, già conosciuti sulle passerelle della fashion week romana.

Si tratta di una bella opportunità che favorisce un link immediato tra le nuove leve e le realtà commerciali e che, stavolta, amplia le occasioni di mercato di Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia e Zanchetti, i quali, fino al 3 agosto, saranno ospiti dell’edificio liberty, rinnovato dall’architetto Vincenzo De Cotiis.

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E le loro creazioni proposte per l’autunno inverno 2015-16, oltre ad essere esposte, in alcuni casi saranno anche acquistabili.

Ce ne sono per tutti i gusti: dalle borse caratterizzate dalla dicotomia tra elementi fetish-punk e cromie romantiche pensate dalla Ghisellini a quelle impreziosite dai gioielli che guardano al mondo estetico dell’occhio della Berardelli.

Dalle toy-bag ispirate all’arte contemporanea di Giancarlo Petriglia alle borse glamour attratte dall’universo delle costellazioni di Paula Cademartori.

Dalle borse di Sara Battaglia che giocano con le geometrie di colore come fossero naturale estensione delle frange, a quelle pensate da Giacomo Zanchetti che intraprende, invece, un viaggio surreale alla scoperta della materia.

Non resta dunque che correre a dare uno sguardo e scegliere quella più adatta alla propria personalità!

Mara Franzese
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Talento, passione e tanta voglia di fare. L’Accademia Costume e Moda, ancora una volta, in occasione di AltaRoma, ha aperto le porte dello storico edificio di via della Rondinella per mostrare progetti, abiti, accessori, video e installazioni realizzati dagli allievi dei diversi corsi.

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Numerosi gli ospiti accorsi all’evento ‘Accademia Factory 2015‘ e tanti i giornalisti e gli addetti ai lavori giunti nella sede romana per ammirare le creazioni dei giovani studenti dell’Anno Accademico 2014-15. Accolti dal direttore Lupo Lanzara, domenica 12 luglio, i presenti hanno assaporato quel fermento creativo che avvolge le aule della prestigiosa scuola e, attraverso i lunghi corridoi, seguendo una sorta di percorso museale, hanno intrapreso un viaggio alla scoperta di quei creativi che saranno il futuro del fashion system.

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Nel meraviglioso palazzo avvolto dall’edera, custode di sogni e speranze, ogni angolo profuma di arte e si passa dall’area Costume, con la mostra degli abiti realizzati per lo spettacolo teatrale Don Juan Club di Francesco Bonomo, andato in scena al Teatro Quirino lo scorso 28 maggio, a quella Moda con l’esposizione di alcuni degli outfit dei Talents 2015 che hanno sfilato durante l’edizione invernale della fashion week capitolina.

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Per il mondo degli Accessori, invece, on view in anteprima le creazioni degli studenti del Corso di Alta Formazione in Design degli Accessori in collaborazione con Fendi, mentre per l’universo della Comunicazione, l’editoriale fotografico “Eighties R/Evolution” ispirato ai cartoni e ai personaggi iconici degli anni Ottanta, realizzato dagli allievi del Corso di Alta Formazione in Comunicazione di Moda.

Grande novità di quest’anno, infine, la presentazione della nuova iniziativa Accademia Media, Film & Arti Visive con un percorso formativo triennale in collaborazione con Ars Academy Research. Per l’occasione sono stati proiettati in anteprima mondiale gli estratti della copia lavorazione del nuovo film documentario sulla giornalista ed icona di stile Anna Piaggi, a cura di Alina Marazzi e prodotto per NDR/ARTE.

Mara Franzese
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Forbici contro scalpello, moda e arte, Alaïa con Bernini. Fino al 25 ottobre, nella suggestiva cornice della Galleria Borghese, tra le tele di Caravaggio, le meraviglie di Tiziano e i marmi di Canova, saranno on view 65 creazioni dello stilista che scolpisce gli abiti.

Inaugurata venerdì 10 luglio, nell’ambito di AltaRoma, la mostra di Azzedine Alaïa Couture/Sculpture è assolutamente da non perdere.

Gli abiti del Couturier franco-tunisino – che, da sempre, si ispira alla donna reale e celebra il corpo femminile, ricercandone la seduzione e modellandone la sembianza in idolo – sono esposti nella Casa della scultura romana che, per l’occasione, è stata completamente messa in scena.

Seguendo una coerenza tematica, stilistica e formale, infatti, i capi prendono vita nelle varie sale e, in un dialogo costante e infinito con le opere, quasi sospesi nel tempo, sembrano dare continuità tra i capolavori presenti e il racconto della collezione.

Un titanico confronto tra passato e presente che si riassume in sublime eleganza, perfetta armonia tra i corpi scolpiti e gli abiti-scultura iconici e meticolosamente geometrici dello stilista.

Mara Franzese

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Cda rinnovato, nuova location e calendario pronto. AltaRoma c’è. E (ri)parte dai giovani. Per la settimana dell’alta moda capitolina che, ormai da qualche anno, ha trovato nuova linfa vitale nella promozione dei designer emergenti, quella che si terrà dal 10 al 13 luglio potrebbe essere l’edizione della svolta.

Con l’ingresso, infatti, di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, e di Raffaello Napoleone, Ad di Pitti Immagine, nel consiglio di amministrazione, si creano nuove sinergie tra Roma, Milano e Firenze che fanno ben sperare in un rilancio del fashion nella città eterna. E se nel triangolo della moda italiana, la città meneghina resta la capitale del fashion business e il capoluogo toscano si riconferma leader per il menswear, Roma punta sui talenti del domani, ma anche sul savoir faire artigiano.

Così, in scena nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale che, grazie alla collaborazione di Roma Capitale, ospiterà la quasi totalità delle sfilate, la XXVII edizione della kermesse cambia struttura e divide il programma in tre sezioni: Fashion Hub, Atelier e In Town.

Dedicata proprio ai progetti di scouting dei nuovi talenti, oltre che alla formazione, ‘Fashion Hub’ sarà inaugurata venerdì da ‘A.I. – Creative Crimes’ con un’antologica del lavoro di Artisanal Intelligence – il progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques – che, in dieci edizioni, ha raccolto oltre 100 storie di artigiani, artisti e designer in erba.

Nella sezione dedicata ai giovani stilisti, anche ‘New Designers at Coin Excelsior’, con una selezione di brand provenienti dal vivaio di AltaRoma. Prosegue, infatti, dopo il successo della prima edizione, la collaborazione con il department store del lusso che, stavolta, ospiterà Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia e Zanchetti, fino al 3 agosto.

Sono nuove, invece, ‘5+5’ e ‘Portfolio Review’, altre due iniziative dedicate agli emergenti.

La prima è un caso unico di mentoring tra le nuove generazioni della moda. ‘5+5’ prevede, infatti, il sostegno a cinque designer emergenti da parte di altrettanti stilisti di successo. Così, in un’esposizione che durerà tre giorni, Thomas Tait supporterà Martine Rose, Marco De Vincenzo Carlo Volpi, Nicholas Kirkwood darà il suo sostegno a Les Petites Joueurs, Msgm a Matteo Lamandini e Paul Andrew, infine, a Fernando Jorge.

Grazie all’iniziativa ‘Portfolio Review’, invece, studenti, designer, artigiani e fotografi under 40 avranno la possibilità di mostrare il proprio lavoro a Sara Maino, Senior Editor di Vogue Italia e Vogue Talents, e ad Alessia Glaviano, Senior Photo Editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue, ospiti dell’Accademia Costume e Moda.

E proprio la scuola di moda di via della Rondinella sarà protagonista di AltaRoma anche stavolta con l’annuale evento ‘Accademia Factory’.

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Naturalmente, poi, all’interno della sezione dedicata ai giovani talenti l’attesissima finale di ‘Who Is On Next?’, il concorso per stilisti emergenti, ideato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia. In gara Blazé, Giuseppe Di Morabito, L72, Luca Sciascia e Miaoran per il prêt à porter, e Alenxander White, Avanblanc, Bams Moda, Catherine de Medici 1533, Giannico e Lolita per gli accessori. Lunedì 13 saranno incoronati i vincitori.

All’interno della sezione ‘Atelier’, invece, le sfilate delle maison di haute couture. Raffaella Curiel, Rani Zakhem, Renato Balestra, Ettore Bilotta, Luigi Borbone e Sabrina Persechino scenderanno in passerella con le loro collezioni autunno inverno 2015-16.

Infine, la sezione ‘In Town’ raccoglierà le iniziative e le attività connesse alla moda-business.

Nel fitto calendario, di rilievo, anche la mostra dedicata ad Azzedine Alaïa con cocktail alla Galleria Borghese, venerdì alle ore 18,30.

Mentre, fissata un giorno prima dello start ufficiale, ad aprire le danze di questa rinnovata edizione di AltaRoma, la sfilata di Valentino che saluterà con una inaugurazione ufficiale la recente apertura del nuovo flagship store romano del brand. E speriamo che questo ritorno ‘a casa’ della maison possa essere di buon auspicio per una definitiva rinascita della settimana della moda romana.

Mara Franzese
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E’ Vittorio Branchizio il vincitore dell’edizione numero sette di Who Is On Next? Uomo, il contest dedicato ai giovani talenti della moda menswear, nato dalla collaborazione tra Pitti Immagine Uomo, AltaRoma e Vogue Italia. Una menzione speciale, invece, è andata a Miaoran, il brand dello stilista cinese Miao Ran. Branchizio ha convinto la giuria per la “marcata capacità tecnica e d’innovazione che si unisce a una sapiente rielaborazione della migliore tradizione manifatturiera italiana” impiegata nella sua linea di maglieria maschile fondata nel 2014. Miaoran, invece, è stato premiato per la sua “proposta completa e originale”. Il suo – anche in questo caso nato lo scorso anno – è stato giudicato “un progetto maturo, risultato di una ricerca su materiali e forme. Una storia professionale e personale partita dalla Cina per crescere nella tradizione artigianale italiana”. Mara Franzese
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Torna sulla passerella di AltaRoma Quattromani, già finalista della nona edizione di Who is on next?, la culla dello scouting di moda firmato AltaRomaVogue Italia. Torna e non se ne va a mani vuote il duo di designer sardi: Massimo Noli e Nicola Frau ricevono infatti una speciale menzione per il ready to wear.

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Da sempre legato indissolubilmente alla propria terra, Quattromani per la collezione Autunno Inverno 2015/2016 racconta la storia delle Janas, le piccole fate tessitrici della leggenda sarda. Uscita dopo uscita va in scena il mito e la sacralità epica dell’entroterra dell’isola: la maglieria è la prima protagonista, declinata su shirt, body slim e pantaloni svasati, incrostata con inserti eco-fur e finiture lurex a righe bicolor. I tagli sono lineari e le forme asciutte e dritte: un revival seventies che combina la ricchezza materica ad un approccio tutto sperimentale.

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La morbidezza si insinua nei capispalla e avvolge il poncho in lana merinos ma non stride con la lavorazione spigata delle giacche e delle gonne pantalone. I cappotti e i bomber sono tecnici: tessuti stretch abbracciano texture tradizionali, come la gabardine, il cotone e la lana. La femminilità la fa da padrone nei minidress, nelle culotte e nelle mini gonne in cavallino e rete. Le stampe sono realizzate dalla visual artist Le Fille Bertha: piccole Janas si posano sulle camicie e sui maxi dress, come un portafortuna. La palette cromatica vira dal bianco della lana al rosa, lilla e cammello, non mancando di sprazzi purpurei. Ombrati i blu e i neri.

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Una collezione che si completa di accessori fondamentali: non decoro, non vezzo, ma vero e proprio elemento funzionale alla vita del capo e alla sua silhouette, che da sempre per Noli e Frau è bidimensionale e prende vita e forma nel momento in cui si indossa l’abito. Ancora una volta Quattromani racconta una storia, aggregando significati e definizioni inedite di stile, non mancando di volgere lo sguardo alla tradizione che li ha resi estremamente contemporanei.

Andrea Pesaola

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Simbolo dalle molteplici valenze, culturali, sociali, storiche, il cappello, con le sue svariate fogge, è più di un semplice accessorio moda. È metafora di creatività, capace di influenzare i codici comunicativi, chiave di volta dell’armonia del gioco dei volumi nella mise femminile.

Ed è proprio a questo capo senza tempo che è stato dedicato l’evento di chiusura della fashion week romana. Nella cornice del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo ha preso vita “Un Secolo di Forme – Il Cappello Made in Italy” di Patrizia Fabri per Antica Manifattura Cappelli, il piu? antico laboratorio romano di questo elegante accessorio.

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L’installazione, sotto la direzione artistica dello scenografo Paki Meduri, si propone di ripercorrere, in un secolo di moda femminile, la storia del cappello, narrata a partire dalle forme di legno, nucleo originario di ogni copricapo. Un viaggio che ha la valenza di un racconto e che percorre il passato su un’ideale passerella.

Così sbocciano piccole forme di legno per le cloche degli anni ‘20, bizzarre per i cappelli surrealisti degli anni ‘30, basse e di stile maschile per i cappelli da indossare in bilico sulla testa negli anni ‘40.

E poi geometriche pagode per i sofisticati cappelli da abbinare agli abiti di Christian Dior degli anni ‘50, gonfie toque per cappelli che possano contenere i cotonatissimi capelli degli anni ‘60, “pamele” dalle grandi falde per i cappelli di paglia che rappresentano la contestazione degli anni ‘70.

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Fino ad arrivare alle forme equilibrate e finto bon ton proprie dell’opulenza degli anni ‘80 e ai volumi bizzarri ed impossibili utili alla realizzazione di cappelli da portare solo in sfilata di quegli anni che segnano il declino del quotidiano uso del cappello, i ’90.

Per giungere, in conclusione, alle forme contemporanee, come quella di pagoda gigante realizzata per costruire un cappello disegnato da Roberto Capucci nel 2010.

Trarre spunto dal passato e trasformare il formidabile sapere antico in una visione creativa che proietti le capacita? manuali in una declinazione contemporanea e sperimentale. Questo il punto focale dell’evento.

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Così, accanto alla tradizione, si fa largo l’innovazione con l’esclusiva collezione firmata Patrizia Fabri che ha presentato, tra gli altri, un cappello in feltro giallo e piume di fagiano, un turbante scultura in buntal e una Pagoda parasisol.

A chiudere quest’ultima edizione di AltaRoma, dunque, un evento particolarmente in sintonia con la mission della manifestazione, da sempre attenta alla riscoperta e salvaguardia delle attivita? artigianali e alla tutela e valorizzazione di quei luoghi che conservano l’heritage del Made in Italy e il know how che si tramanda di generazione in generazione: partire dal passato per imparare ad essere parte del futuro.

Mara Franzese
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In linea con la mission di AltaRoma di porre l’accento sul connubio tra heritage e innovazione, la designer Catrinel Marlon ha presentato, in occasione della fashion week capitolina, una fall winter 2015-16 connotata e intrisa di questo dualismo.

Nella collezione della talentuosa artista convivono, infatti, sperimentazione e artigianato, passione per la ricerca di soluzioni nuove e attenzione al mondo dell’arte.

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E proprio con quest’ultima la moda della stilista si fonde e mixa: le dieci borse pensate per la prossima stagione fredda sono state affiancate ad altrettanti quadri realizzati dalla stessa Marlon in una mostra evento andata in scena al Maxxi.

Fonte d’ispirazione e segno distintivo, ogni dipinto contiene una fessura simbolica, logo della linea di borse Catherinelle. Così, nel segno della contaminazione, le creazioni della pittrice, designer e modella sembrano sospese nel tempo, tra passato e presente.

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Essenziali e ricercate, si adattano ad una donna pragmatica ma anche un po’ sognatrice. Realizzate secondo alti standard di qualita? nelle fasi di progettazione, produzione e confezione, le borse, rifinite nei dettagli, sono rigorosamente Made in Italy e si distinguono per la preziosita? dei materiali e per i tagli contemporanei.

Mara Franzese
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Tradizione e innovazione, presente e passato, antica sartorialità e nuovo che avanza. A.I. Artisanal Intelligence indaga la smaterializzazione e la reinvenzione, l’immateriale e l’inconsistente materializzato, cercando nuovi segni con l’aiuto del preesistente e dei fantasmi artisticamente colti del tempo andato.

Così il progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques, in occasione dell’ultima edizione di AltaRoma, ha messo in scena In-Existent, ricongiungendo due luoghi simbolici di Roma, una volta parte dello stesso insediamento e ora divisi per evoluzione urbanistica.

Si tratta di Villa Poniatowski, restaurata nel ‘700 dal Valadier, e di una galleria d’arte contemporanea sorta negli spazi che un tempo erano scuderia della villa stessa. Uno dei tanti scrigni della città eterna che al suo interno conserva bellezze dal sapore antico.

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Ecco allora che arte e moda, ancora una volta, si incrociano e fondono, sancendo un legame che sembra essere indissolubile, così come i giovani designer e i nomi storici che si incontrano e condividono lo stesso spazio.

Due generazioni a confronto: artisti dei giorni nostri e abili artigiani del passato si tengono per mano e percorrono un viaggio guidato dai capi della Sartoria Farani e da quelli della Sartoria Annamode. I costumi bianchi del maestro Capucci per la Norma e le strutture che sorreggono l’abito storico, crinoline o panier, fanno da sfondo e contraltare all’allestimento dei talenti emergenti.

Dai diamanti uniti al carbonio di Dome, alle forme arcaiche e dark di Voodoo Jewels, fino ad arrivare alle geometrie pulite di Design Digest, il nuovo si esprime sotto forma di gioiello. Ma non solo.

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In esposizione le borse in fibra di carbonio con pelle di vitello conciato di Tania Marta Pezzuolo per il brand Monteneri che costruisce forme plastiche futuribili, le geometrie pulite e decise di Bistrusso ispirate ai temi della natura della Sardegna con la sperimentazione del sughero, e il gusto contemporaneo di Sara Valente con i suoi plisse? e i rilievi di pelle che generano eleganza e sensualita?.

E poi le calze di 77 denari per Sensumlab caratterizzate da una stampa serigrafica artigianale e passate al telaio con disegni ispirati alle geometrie della natura.

Infine, chiudono il cerchio, gli abiti di Florentina Isaac che analizzano l’austerita? dell’Unione Sovietica e il decorativismo moldavo, la ricerca grafica della maglieria di Elise Perrotta che gioca su toni e volumi, il tema dell’out of focus e del focus di Maria Cristina Cerulli, che fonde materiali e concetti opposti in cerca di un nuovo equilibrio, la maglieria di Hyun Oh, e MAD.E di Ginevra Odescalchi che, in collaborazione con Elica Sartogo per SO, ha creato una capsule dalle linee pulite con stampe ispirate al guscio delle conchiglie Conus dai toni caldi animalier, e l’ha presentata con le maschere teatrali della costumista Giovanna Buzzi.

Mara Franzese
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AltaRoma non abbandona i giovani creativi provenienti dal proprio vivaio, continua a supportarli, e, stavolta, lo fa attraverso una collaborazione con Coin Excelsior. Il department store del lusso di via Cola di Rienzo, in occasione del primo giorno della manifestazione romana, ha aperto, infatti, le porte ai designer emergenti, regalando loro l’opportunità di condividere lo spazio con i nomi storici della moda e di farsi conoscere non solo a buyer e giornalisti ma anche al grande pubblico, ampliando così le occasioni di mercato.

Una chance, dunque, che “consente di creare un contatto diretto tra il designer e il cliente finale, il quale, in questa occasione, avra? la possibilita? di poter acquistare in anteprima i capi delle loro collezioni”, come ha sottolineato Simone Dominici, Direttore Generale del Gruppo Coin.

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E sono cinque i nuovi stilisti che resteranno in vetrina fino al 16 febbraio. Si tratta di Benedetta Bruzziches e Paula Cademartori con le borse, Charline De Luca con le scarpe, Piccione.Piccione e Daizy Shely, vincitori della scorsa edizione di Who Is On Next?, con i loro capi di ready to wear, e di Eau d’Italie, con le sue ricercate fragranze.

“Con questa partnership, di cui siamo orgogliosi, – ha sottolineato il Direttore Generale della kermesse capitolina, Adriano Franchi – AltaRoma porta avanti la sua mission incentrata sulle fasi di osservazione, guida e promozione dei giovani talenti, e chiude il cerchio favorendo un link immediato e concreto tra le nuove leve e le realta? commerciali”.

Mara Franzese
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Incubatore di talento, palcoscenico privilegiato per giovani designer dalle grandi potenzialità, ma ancora poco distribuiti nel retail, Room Service, il progetto ideato e curato da Simonetta Gianfelici, in occasione di AltaRoma, torna ad animare via Veneto con la sua VII edizione.

Un’atmosfera intima e raccolta avvolge il Rome Marriott Grand Hotel Flora che, come da tradizione, si trasforma in un contenitore per le nuove idee. Si entra quasi in punta di piedi nelle lussuose camere d’albergo che, due volte l’anno, per tre giorni, ospitano i giovani talenti della moda, trasformandosi in familiari salotti dove poter incontrare i designer, dialogare con loro e scoprire desideri e passioni recondite che animano le collezioni. Si stabilisce così un contatto con gli stilisti e si percepiscono, già a partire dal corridoio che conduce alle stanze, sapori e profumi di culture e tradizioni che si incrociano e mixano.

Anche quest’anno, infatti, la raffinata dimora liberty nel cuore della città eterna, ha ospitato tre international guest, oltre ai designer di “casa nostra”. Perché “la moda deve oltrepassare le frontiere per continuare a crescere e arricchirsi” come ha sottolineato la Gianfelici.

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Stavolta, si è deciso di puntare sul design d’avanguardia russo e dei Paesi Ex-Urss. Due giovani stilisti di Armenia e Uzbekistan, Vahan Khachatryan e Zulfiya Sulton, sono stati selezionati grazie al supporto di Tatiana Souchtcheva, Founder e CEO di Società Italia, ideatrice e coordinatrice del Festival della Moda Russa. E con loro il nuovo duo stilistico Dilnoza e Gulnoza Ochilova, gemelle di origine uzbeka, ma milanesi d’adozione.

E poi, il più giovane creativo di sempre, il 17enne Daniele Amato che, fin da bambino, disegna borse nella fabbrica dei celebri artigiani Leu Locati. E grazie all’incontro con Manolo Blahnik spinge la sua creatività ad esplorare anche il mondo delle scarpe.

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E sempre all’universo degli accessori, in particolare a quello delle borse, si rivolgono il brand Chez Dede con le sue pochette stampate dall’allure retrò, De Rosis Luxury Italian Excellence con borse che rievocano i quadri degli artisti del ‘900, No Nathalie Ocalan, neonato marchio che mette al centro del suo lavoro la valorizzazione del Made in Italy, e Shootingbag1981 del giovane Alessandro Di Cola che porta in scena accessori contemporanei e borse, ispirate alla caccia alla volpe, che trovano nell’alluminio la materia prima su cui lavorare.

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Al mondo dei gioielli, invece, si rivolgono Co.Ro. Jewels, il brand nato dalle menti creative delle romane Costanza De Cecco e Giulia Giannini, con creazioni definite dalla costruzione degli spazi e che strizzano l’occhio a famose forme architettoniche, Giuliana Mancinelli Bonafaccia, già finalista dell’ultima edizione di Who Is On Next?, con i suoi preziosi dal design originale, le cui forme, realizzate in ottone, argento, rutenio nero e plexiglass, creano combinazioni inedite e attuali, e Isla Fontaine, il brand che gioca sull’alternanza di pieni e vuoti nei suoi gioielli minimali e geometrici.

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Infine, si dedicano al ready to wear, il giovane marchio firmato da Marco Aurelio Tuccillo, Renato Giaccari e Ilaria Antenucci, inVITRO, alla continua ricerca di un equilibrio tra elementi forti, come i pellami, materiale feticcio che contraddistingue il brand, e i tessuti piu? minimali, come il jersey di cotone e seta. Ludovica Amati, giovane stilista nata nella capitale ma cittadina del mondo che appartiene a quella tipologia di “filosofi” creativi capaci di delineare una teoria in una collezione trasformando quest’ultima in un’esperienza di conoscenza, di crescita, di raffinata cultura. E Nadiamari, il brand nato nel 2010 dall’idea creativa dell’omonima stilista. Felpe e pantaloni rovesciati si trasformano nella tela ideale per assemblare diverse stampe e dare nuova vita al patch.

Sono questi, dunque, i 15 designer emergenti cui AltaRoma ha dato una chance di comunicazione ma anche commerciale, attraverso quello che si propone come un nuovo approccio alla promozione del Made in Italy. Alla preview dell’autunno inverno 2015-16, è stata affiancata, infatti, anche una private sale delle collezioni estive dei creativi.

Mara Franzese
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Malinconia e teatralità. Sulla passerella di Daizy Shely sfila una donna Pierrot, ridisegnata in chiave moderna da ampi volumi e linee importanti. La giovane designer, originaria di Tel Aviv, già vincitrice della decima edizione di Who Is On Next?, il concorso di scouting per nuovi stilisti, ha portato sulla passerella di AltaRoma un autunno inverno 2015-16 dominato dai contrasti.

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Aliza Shalali Deizy, infatti, conferma il suo gusto per l’antitesi e accosta dettagli in pelle dall’allure rock a leggeri e romantici macramé, rigido pvc alle delicate e morbide piume, a lei tanto care. Pois, popeline candido e frange nere ornano le sue creazioni.

Il bianco e il nero si rendono protagonisti di grafiche floreali. La dicotomia è accesa da violenti inserti di colore. Tonalità esplosive come il rosso lacca, il viola profondo e il verde militare si combinano a nuance delicate come l’azzurro chiarissimo che dona un tocco di luce alla prossima stagione fredda.

Mara Franzese
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Sono ancora le stampe – che gli erano valse la vittoria a Who Is On Next? – le indiscusse protagoniste della nuova collezione di Piccione.Piccione. Il brand del designer siciliano, Salvatore Piccione, vincitore dell’ultima edizione del concorso per nuovi talenti della moda, ha presentato sulla passerella di AltaRoma il suo autunno inverno 2015 2016.

E sono stati proprio i suoi capi a calcare per primi il catwalk della nuova location della kermesse romana, il Maxxi. Così, in una cornice contemporanea e in linea col nuovo che avanza, gonne a corolla in shantung dalle linee godet, pantaloni asciutti in broccato e abiti da sera e miniskirt a balze in chiffon rubano la scena. La maglieria la fa da padrona e il designer la utilizza per abiti, gonne e top ma anche per capispalla, macro cardigan e mantelle con frange.

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Il rosso e nero della coccinella, la silhouette irregolare del papavero, il camouflage vegetale e l’esotismo del paisley sono le suggestioni che permeano la collezione del giovane stilista. La palette cromatica esplode in un giardino d’inverno sulle stampe floreali e si colora di verde bosco, blu royale, marsala e bianco neve. Cristalli Swarovski bianchi, smeraldo e rubino, infine, catturano la luce e la rifrangono creando giochi di profondita?.

Mara Franzese
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AltaRoma è salva. Almeno per l’edizione di gennaio. La notizia della cancellazione della manifestazione capitolina era stata di quelle che non avremmo mai voluto ricevere. La settimana dell’haute couture romana aveva rischiato di scomparire per assenza di fondi da parte del Comune e dell’uscente Provincia. Ma per fortuna il pericolo è scampato, perlomeno per ora, grazie al contributo dei Soci del consorzio a capo della kermesse. Le sfilate si faranno anche se una settimana dopo le date prestabilite originariamente. Non più dal 24 al 27 gennaio, dunque, ma dal 30 gennaio al 2 febbraio. keep reading

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12 La notizia è di quelle che fa discutere, perché mette d’accordo tutti: “che peccato!”. Già, un vero peccato: potrebbero saltare le sfilate di AltaRoma del prossimo gennaio. Il perché è semplice: l’assemblea dei soci non ha deliberato sulla nomina degli organi statuari e sul contributo consortile per il 2015, ovvero il problema sono i soldi. Per la terza volta in un mese le decisioni sono state rinviate e all’assemblea non è rimasto che deliberare in questo senso. keep reading
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In onore alla della XXV edizione di AltaRomAltaModa, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, supportato dalla Fondazione Nando Peretti, presenta Made in Italy una visione modernista che, fino al 30 settembre, ripercorre la collaborazione tra il fotografo di moda Johnny Moncada e gli artisti Gastone Novelli e Achille Perilli. Il trio creativo ha collaborato per la realizzazione dei cataloghi delle collezioni di moda di Luisa Spagnoli tra gli anni 1956 e 1965. Arte e Moda, dunque, si incontrano grazie a una donna che ha dedicato la sua vita ad entrambi mondi.

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Profondo e attraente, il nero è stato celebrato da Nunzia Garoffolo durante l’ultima edizione di AltaRoma AltaModa. Protagonista assoluto dell’evento espositivo “Black Celebration” del 15 luglio presso la Galleria di Via Montoro, il colore-non colore per eccellenza ha riunito artisti, fashion designer e maitre parfumeurs attorno alla moda, la gastronomia e l’ arte, offrendo un’esperienza sensoriale a 360º.

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Abiti, borse e gioielli arricchiscono anche quest’anno le suite del Rome Marriot Grand Hotel Flora, per la sesta edizione di Room Service. Il progetto, diretto e ideato da Simonetta Gianfelici, in collaborazione con Altaroma, tiene fede alla sua impronta che lo pone al centro dell’interesse per l’espressione di artigianalità italiana e tradizione sartoriale. Così prendono vita le 13 stanze dell’hotel in stile liberty, che si sono trasformate per pochi giorni in veri e propri laboratori, spazi di vita e di scambi, con piccole installazioni e tanta gente a popolare i suoi ambienti.

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Victim of Beauty è l’evento organizzato dalla modella e attrice Maria Sophia Palmieri e dalla collega Eleonora Eutizi, inserito nel calendario collaterale della XXV edizione di AltaRoma AltaModa. Il Lanificio, celebre centro di creazione, esposizione e fruizione delle arti contemporanee, ha così ospitato lo scorso 12 luglio un connubio tra arte, moda e spettacolo, grazie all’intervento di ballerini, designer e artisti circensi emergenti e non, come nella migliore tradizione della kermesse capitolina.

Marco Földes ha aperto la sfilata con la sua linea Hopper, caratterizzata da purezza delle linee, rifiniture artigianali e attenzione quasi maniacale per il fit perfetto. Giuseppe Iaciofano, invece, ha creato delle vere e proprie opere d’arte sui corpi femminili, con una giusta simbiosi tra arte, moda e contemporaneità. Pezzi unici irripetibili, eseguiti con tecniche originali: carta, stoffa, materiali poveri e riciclati. Tutt’altra storia per Silvia Nobili, stilista emergente di 23 anni,che punta ad una donna femminile ed elegante, presentando una collezione che ruota attorno a tre colori: il bianco, il nero ed il senape. Stessa età ma approccio completamente diverso per Adriana Roccaforte che, ispirandosi alla natura, ha applicato sulle sue creazioni foglie,fiori e stampe floreali. Spazio anche alle “spose” con Alessandra Ferrari e la sua couture.

A chiudere l’evento Laura Froio con i suoi abiti arricchiti di pizzi francesi e cristalli Swarovsky, gia noti per aver sfilato su importanti passerelle italiane e internazionali.

Martina Briotti

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Presentata durante la settimana della moda capitolina, la mostra “Arte e Moda/La Moda nell’Arte”. Organizzata da A.R.G.A.M. (Associazione Romana Gallerie Arte Moderna), in collaborazione con due gallerie associate, lo STUDIO S-ARTE CONTEMPORANEA e la 6° SENSO ART GALLERY, sono stati esposti i lavori di quattro artisti, che spaziano da abiti, a gioielli, a vere e proprie opere d’arte.

studio-s-arte-altaroma

Sinisca, noto artista internazionale, ha presentato una serie di gioielli, scialli e foulard di collezione, pezzi unici, esibiti già all’estero e inediti in Italia, opere che rispondono al suo personale codice di creatività. Gli abiti scultura di Valeria Catania con un’installazione creata ad hoc per l’occasione, realizzata con materiali impiegati da tutti gli artisti presenti in mostra.

EMILIANO MANARI

New entry della galleria, l’architetto Emiliano Manari, con quattro opere dall’impianto pop, realizzate con ritagli di tessuti da lui selezionati e cuciti a mano, veri e propri patchwork d’autore. E infine, una delle protagoniste della pittura del secolo scorso, Leonor Fini, presente con dieci opere grafiche selezionate dalla sua ultima pubblicazione “Entre le Oui et le Non”, ammirevoli per l’eleganza e la raffinatezza del segno.

Vania Patriarca

Foto di Benedetta Danieli

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