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Movimento inteso come mutazione, innestata dalla natura stessa, in ognuno di noi. Questo è il focus della collezione Autunno-Inverno 2015-16 di 77DENARI, la linea di collant in edizione limitata presentata lo scorso weekend a Roma presso SENSUMLab, il laboratorio fondato dalle designer Simona Berardi e Carla Armillei. «Ci siamo ispirate al premio Nobel per la fisica 2015, ai concetti di mutazione e incontro-scontro», racconta Simona. E ogni singolo elemento della collezione ne è la conferma.

77denari

Collant gioiello, passando a telaio, divengono un capo assolutamente pregiato, reso unico dall’artigianalità ispirata dalla visione grezza di elementi geometrici propri dell’istinto della Natura. Caratteristica che rende unici i pezzi della collezione è la stampa realizzata mediante serigrafia artigianale. Entrando all’interno di SENSUMLab si ha la piacevole sensazione di conoscere già il luogo, poeticamente suggestivo, e si ha la possibilità di toccare con mano il frutto di un prodotto artigianale direttamente nel luogo in cui viene creato, accompagnati dal racconto delle designer stesse.

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E grazie alla collaborazione di altri artisti la presentazione diviene un vero e proprio percorso artistico che partendo dall’idea giunge all’opera prima. La collezione è accompagnata dalle istallazioni e dalle opere di Diego Labonia, Davide Dormino e Luciana Amapani che hanno supportato il progetto diventando parte integrante del processo creativo.

Silvia Vetere

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sveta

Bella, elegante e talentuosa, Sveta è una giovane designer russa di prêt à porter che ha mosso i primi passi nel mondo del fashion lavorando come modella. Ha sfilato per stilisti del calibro di Armani, Gianfranco Ferré e Alexander McQueen e ha posato per noti fotografi come Terry Richardson, Ellen von Unwerth e Greg Lotus, ma non ha mai dimenticato la sua vera essenza e il sogno di diventare stilista. Così, approfittando di un lavoro a Milano, ha deciso di perfezionare la sua formazione, iscrivendosi all’Istituto Marangoni. A luglio 2014 ha realizzato la sua prima collezione e da lì non si è più fermata. keep reading

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La fotografa Nina Baratta, insieme alla scrittrice Lorenza Fruci, dopo un anno di ricerca dedicato ad indagare il rapporto che le donne hanno con la loro femminilità presentano la mostra “LEI ED IO. DIECI STORIE DI VITA, DIECI RITRATTI FOTOGRAFICI, DIECI INTERVISTE E UNA RICERCA DURATA UN ANNO”.

L’appuntamento per il vernissage della mostra è per Giovedì 10 Dicembre 2015 alle ore 18,00 presso l’Associazione AOCF 58 in via Flaminia 58 a Roma, durante il quale si svolgerà una performance/reading che metterà in scena le storie delle donne protagoniste della mostra. Il curatore è Francesco Pontorno.

“Lei ed io” è un progetto nato dall’idea della fotografa Nina Baratta per indagare il rapporto che le donne hanno con la propria femminilità e per capire quanto la percezione del proprio corpo possa essere influenzata dalla società, dalla famiglia, dal lavoro. “Lei” è la femminilità ed “io” è ogni donna e, per rappresentare tutte le sfaccettature di questo rapporto, Nina ha pensato di coinvolgere anche la scrittrice Lorenza Fruci per affiancare ai suoi ritratti “per immagini” anche dei ritratti “a parole”.

Tutte le donne protagoniste di questo progetto sono state invitate a raccontare la loro storia attraverso una chiacchierata conoscitiva, seguita da un’intervista di venti domande uguali per tutte. I singoli incontri con ognuna di loro hanno fornito il materiale per il ritratto a parole di Lorenza Fruci e per ispirare la fotografia di Nina Baratta, scattata in un secondo momento.

Raccoglie l’intera ricerca svolta dalle due autrici del progetto il libro “Lei ed io. Ritratti a parole e immagini della femminilità” edito dalla casa editrice Cultura e dintorni. La mostra sarà visitabile fino al 23 Dicembre 2015.

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uel camilo

Un amore, quello per la moda, nato da bambino. Un sogno nel cassetto che inizia a realizzarsi a soli 18 anni – grazie alla collaborazione con un atelier di haute couture brasiliano – e che si trasforma in un progetto concreto, prendendo definitivamente forma nel 2007 con il trasferimento a Milano. Uel Camilo è un giovane talento internazionale che ha scelto il Bel Paese come patria della sua maison. Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa di più. keep reading

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women in runIn occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, domenica 29 novembre, torna, anche a Roma, Women in Run. L’iniziativa – che replica, dopo il successo dello scorso gennaio, con un nuovo running flash-mob benefico nazionale – si terrà a Villa Borghese, con ritrovo in Piazza di Siena alle ore 10.

La corsa/camminata, accessibile a tutti, sarà di 5 km e avverrà in contemporanea ad altre città italiane pronte, come la capitale, a sostenere il progetto nato in partnership con Action AidL’evento che si terrà nella città eterna ha il patrocinio di CICAS Impresa Donna (confederazione di PMI in rosa) e come media partner La Zibaldina. La referente è Lorenza Fruci. keep reading

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Dal 24 Novembre al 6 Marzo, con la mostra “Il nuovo vocabolario della moda italiana”saranno protagonisti a La Triennale di Milano stilisti, marchi ed artisti che, negli ultimi vent’anni, sono stati capaci di rileggere in una chiave nuova e originale i codici creativi e il DNA culturale del nostro Paese.

L’esposizione che si appresta a sbarcare nella città meneghina si propone proprio di celebrare l’Italia della moda contemporanea. Dedicata al grande Elio Fiorucci, la mostra è curata da Paola Bertola e Vittorio Linfantea:«Se da una parte il “fatto in Italia” è riconosciuto nel mondo come eccellenza, dall’altra è tipicamente rappresentato da marchi e stilisti affermatisi sino agli anni Novanta, negando in un certo senso la sua capacità di rigenerazione. Eppure, confermando la storica attitudine all’auto-organizzazione italiana, una nuova generazione sta scrivendo da tempo un linguaggio riconfigurato della moda nostrana. Questo grazie alla valorizzazione di risorse accessibili in Italia e scomparse altrove: l’attitudine progettuale diffusa, i patrimoni di cultura materiale, le piccole reti di laboratori, le manifatture periferiche». keep reading

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Blog, Interviste

Stampe evocative, pattern all-over, giardini fatati e boschi incantati. Colore, tanto. E la magia prende vita. Sì, perché gli abiti realizzati da Juan Caro e Fabio Sasso, fondatori del brand Leitmotiv, sono tele su cui scorgiamo dipinte quelle storie che ci venivano raccontate da bambini e che tanto amavamo. Così come amiamo le collezioni del duo creativo bolognese. E oggi, entriamo nell’idilliaco mondo del duo creativo per scoprirne di più.

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Fabbrica di idee, fucina di talenti, White, il salone della moda contemporary, anche quest’anno, si è chiuso con un bilancio positivo, confermandosi tra le migliori vetrine per designer emergenti. La fiera, ideata e promossa da Massimiliano Bizzi col patrocinio del Comune di Milano, resta infatti uno degli eventi più innovativi della fashion week milanese e, stavolta, registra una crescita del 12% rispetto all’edizione di settembre 2014. keep reading

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Si sono spenti i riflettori sulla fashion week milanese, andata in scena nella città meneghina dal 23 al 28 settembre, ed è giunto il momento di tirare le somme. Chi ha presentato cosa? Ma soprattutto, quali saranno le tendenze della prossima primavera estate? Noi ci siamo focalizzati sulle collezioni portate in passerella dai giovani stilisti – anche perché di anno in anno è sempre maggiore lo spazio a loro dedicato nel calendario di Milano Moda Donna. E non a caso questo 2015 è stato proprio un marchio emergente ad aprire le sfilate portando sul catwalk un’idea di moda pulita, lineare, che punta all’essenza piuttosto che all’apparenza. Chicca Lualdi, in un gioco di sottile equilibrio tra femminilità contemporanea e personalità understated, ha presentato capi in cui dettagli couture si fondono perfettamente con un’allure sporty chic, trovando il loro riferimento iconografico in Giò Ponti. Il design dell’architetto e le pavimentazioni realizzate con grafiche e geometrie nette di colori hanno ispirato ricami e applicazioni della collezione dando dettagli ai volumi anni ‘60. Chicca Lualdi Sempre nella prima giornata ha sfilato anche Stella Jean con una PE 2016 che, in un concentrato multiculturale di influenze, come di consueto, punta su stampe e pattern. Tra finiture esotiche, disegni di cactus, pompon e rafia multicolore, sono i migranti italiani trasferitisi in altri Paesi Europei ma anche in America o Africa ad ispirare la collezione della stilista Italo-haitiana. stella-jean È invece la grazia delicata e armoniosa delle ballerine di danza classica a ispirare la prossima stagione calda di Uma Wang. La designer cinese ha voluto che l’attenzione si concentrasse non sugli abiti bensì su quell’armonia tra vestito e persona che fa da fil rouge a tutta la collezione. Ed è per questo motivo che ha scelto di utilizzare un colore che fosse il più neutro possibile – il nude – su strati impalpabili di tessuti che attraverso giochi di sovrapposizioni definiscono una nuova silhouette. Uma Wang Marco De Vincenzo guarda al Giappone ma lo fa attraverso un punto di vista molto personale. Il talentuoso stilista, infatti, rilegge i codici estetici del Paese orientale e li reinterpreta in una chiave pop e contemporanea. Così gonne a pieghe con applicazioni di piume colorate, top in pelle laminata e stampata, mini abiti in vinile e coat in broccato vestono una nuova eroina manga, sensuale ed eccentrica. Marco De Vincenzo E sempre il Giappone – stavolta con le sue colorate distese fiorite – torna a farla da padrone tra le ispirazioni di un’altra giovane stilista. Si tratta di Daizy Shely, la designer – già vincitrice di Who Is On Next?, il progetto di scouting ideato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia – è stata scelta, infatti, da re Giorgio per sfilare all’Armani Teatro. Ed è sulla fortunata passerella del talento, quindi, che la stilista israeliana ha presentato la sua primavera estate. Una collezione che parte dalle fotografie aeree – non solo del paese nipponico – per acquisire nuove costruzioni. Sì, perché dall’alto tutto sembra geometrico, persino i fiori e le piume di struzzo tanto care alla creativa. I volumi sono over, le giacche da biker scintillanti e le gonne midi. La palette cromatica ha effetti degradé ed è ipercolorata. Daizy-Shely Così come è ipercolorata la nuova collezione di Leitmotiv, il brand di Juan Caro e Fabio Sasso, che aveva già debuttato sul catwalk milanese lo scorso febbraio. Il duo per la prossima spring summer vola in Arizona e trasforma le corna del cervo – logo ricamo tipico della griffe – in rami di alberi tra cui volano farfalle e piccoli insetti. È, infatti, una natura armoniosa, incontaminata e fantastica la loro, in cui il gorilla convive con il cavalluccio marino, il cactus in fiore con la conchiglia entro cui sbocciano primule del pensiero. Leitmotiv Tutt’altro scenario invece sulla passerella di Gabriele Colangelo. Il giovane stilista porta in scena un’idea di ordine rilassato e di primitivismo sofisticato, presentando una palette sobria in cui al bianco si accostano i toni del blu, del cachi e del lavanda. Gli abiti sono in seta cinzata, le gonne a matita in organza stretch, i coat sembrano lunghe camicie in canvas di cotone. Bande di velluto a due colori, infine, intervengono a generare movimento attraversando i capi in verticale e in orizzontale. L’ispirazione? Una raccolta di ritratti fotografici africani del primo novecento realizzati da F.W.H Arkhurst e le pitture astratte figurative di Scott Bergey. Gabriele+Colangelo Total White, laminati grigi, effetto vedo-non vedo, sfumature pastello che vanno dal glicine al giallo pallido. Mix di stili e colori per Alberto Zambelli. Lo stilista presenta una PE 2016 che strizza l’occhio agli scatti fotografici con cui Seydou Keïta ha raccontato il Mali dal 1943 al 1963 e da lì parte per raccontarci il suo di mondo: le donne immortalate dal fotografo prendono vita in ricami e applicazioni di danze tribali su abiti da sera, la dualità del bianco e nero delle fotografie si trasforma in un gioco di sovrapposizioni pronto a ridefinire la figura femminile, i gioielli tribali e arcaici si scompongono in linee ornamentali riprodotte sui capi in maglieria e nei jacquard. AZambelli La collezione di MSGM come sempre è eclettica ed eccentrica, adatta a giovani donne che amano giocare con la moda. Massimo Giorgetti si diverte a creare outfit stravaganti in cui abiti eleganti si indossano con pantaloni e sneaker sportive e vistose. A completare i look poi catene di metallo, fiocchi annodati con fasce di tessuto che partono dalle camicie, rouches, frange, stampe, colore e chi più ne ha più ne metta. msgm Se si parla di stile eccentrico non si può non parlare di Au jour le jour, il brand di Mirko Fontana e Diego Marquez. Il duo creativo con la primavera estate 2016 rende omaggio a Dash, che proprio quest’anno compie 50 anni, e trasforma il logo del detersivo più amato dalle italiane in stampa feticcio della collezione. Ma non solo. Il detersivo, infatti, diventa anche un divertente pretesto per pulire le macchie decorative che campeggiano sui capi pensati dai due giovani stilisti. Così quello che Au jour le jour sporca – tra spruzzi di ketchup, uova rotte e tazzine di caffè rovesciate sugli abiti – Dash pulisce. Il risultato? Una collezione pop, ironica e divertente che, per certi versi, ci ricorda lo stile di Jeremy Scott da Moschino. au jour le jour Nell’ultima giornata, notoriamente dedicata ai giovani – e a Re Giorgio – ha sfilato Vivetta, la griffe di Vivi’ Ponti che, dopo il debutto milanese avvenuto la scorsa stagione proprio grazie al supporto di Giorgio Armani, ha avuto stavolta l’onore di aprire il Day 6 con la sua sfilata. La stilista per la PE si è ispirata all’immaginario visivo di Slim Aarons e agli scatti del fotografo che immortalavano il jet set internazionale dell’epoca. Ecco allora che i ricami – con finestre tagliate al laser su camicie e abiti piquet – ricordano lo stile neoclassico delle ville hollywoodiane, i decori naïf sugli abiti a trapezio in popeline guardano ai giardini in fiore. Il gatto, infine, resta iconico riferimento per la designer e torna a fare da portafortuna, ricamato sui colletti e abiti smanicati. Vivetta E i simpatici gattini sono protagonisti anche della spring summer di Arthur Arbesser. Dai giubbini e dai pantaloni pensati dal designer viennese infatti emergono candidi felini disegnati dall’illustratrice Agathe Singer. Al centro della passerella, inoltre, un enorme gatto grigio – attorno al quale sfilano le modelle – riconduce all’estetica di Balthus, l’artista francese cui lo stilista si è ispirato per la collezione. La femminilità classica e al contempo provocatoria delle donne ritratte nei quadri del pittore, infatti, è palesemente ripresa nella spring summer del creativo e la ritroviamo su eterne lolite che amano indossare leggeri abiti a fiori in crêpe di cotone e impalpabili bluse trasparenti in nylon. arbesser A chiudere il nostro viaggio alla riscoperta dei talenti della moda made in Italy in passerella, infine, San Andrès Milano, il marchio del giovane stilista Andrès Caballero. Il creativo messicano, al ritmo della cumbia, tradizionale musica latina, ci ha presentato una collezione intrisa di tradizioni e sentimenti, pervasa di sorrisi, orgoglio, senso di appartenenza e voglia di vivere. Così anche la palette è vivace e gioiosa e spazia dal fucsia gardenia al verde smeraldo, dal giallo focoso al rosso accesso, dal corallo al bluette più grintoso. Non mancano inoltre le stampe: tra fiori e uccelli, il richiamo all’esotismo messicano è evidente. La forte presenza nella collezione di ricordi personali anche. SanAndres   Mara Franzese  
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Blog, NEWS
Fare la moda in Italia da Roma in giù? Pura utopia. Eppure tanti sono i giovani talenti provenienti proprio dalle terre del sud, costretti il più delle volte a partire, lasciare tutto, armati di bagagli carichi di speranze, per seguire la loro buona stella e provare a realizzare quel sogno nel cassetto che nella propria città sarebbe rimasto chiuso a chiave probabilmente per sempre. Se poi la città, è una piccola città della Campania e i tempi sono quelli di austerità economica di oggi, allora diventa anche tutto più difficile. C’è però chi crede fortemente di poter trovare la chiave giusta per aprire quel cassetto. Ed è così, con queste premesse, che nasce “Benevento in Moda”. Un evento, ideato e diretto dal fotografo sannita Giovanni Di Dio, partorito per sostenere e promuovere i designer del domani. BiM Giunta ormai alla sua quarta edizione, la kermesse, fedele alla sua mission, domenica 20 settembre, ha acceso nuovamente i riflettori sugli stilisti emergenti. La soirée, presentata dall’ex Miss Italia Denny Mendez insieme ad Enzo Costanza, stavolta, ha accolto diciotto designer, otto dei quali giunti nella città delle streghe per partecipare all’edizione 2015 del contest “Giovani Stilisti”. Gli aspiranti designer si sono sfidati a colpi di chiffon, paillette e broccati di fronte ad una giuria tecnica, presieduta dal couturier di Pompei, Nino Lettieri. Ospite d’onore della serata, lo stilista campano ha anche onorato il catwalk sannita sfilando con la sua primavera estate 2015, già presentata lo scorso gennaio ad AltaRoma. Contest Giovani Stilisti La collezione – che trae ispirazione da una figura geometrica ricavata da un mosaico dell’antica città di Pompei, dove ha sede la sua maison – in un gioco costante di pieni e vuoti, con tessuti traforati a laser e una palette cromatica giocata interamente sul bianco e nero, tra capispalla stile kimono in mikado e pantaloni garçon, veste una donna audace, dinamica e contemporanea. E a sfilare anche un altro giurato, il couturier toscano Graziano Amadori, che ha presentato una collezione ricca di contaminazioni tra passato e presente. Insieme, i due, alla fine della serata, hanno annunciato il nome del vincitore del concorso. Si tratta della russa Ekaterina Maryshkova che con i suoi capi – particolarmente apprezzati per la tecnica utilizzata nei tagli – ha avuto la meglio su Maria Grazia Madau, Annamaria Renzulli, Carmelo Natale Mazzuca, Elisa Gigliotti e Giovanni Cirillo. Vincitrice La giuria però ha deciso di premiare anche Stefano Montarone per la ricerca d’avanguardia dei materiali utilizzati: il giovane pugliese ha inaspettatamente coniugato nella sua collezione chiffon, pelle e pvc. Ma non sono stati solo i capi dei giurati e dei concorrenti del contest a sfilare. Le mannequin, – coreografate dal regista di moda Pio Pinto e truccate dallo staff Gil Cagné – hanno indossato i capi di altri otto giovani stilisti.   Hanno calcato la passerella: Jaison Brown, talentuoso fashion designer, originario dell’India, che si è fatto notare per i suoi velluti e broccati verde smeraldo. Tra giacche e capispalla, la collezione “Russian Dolly” ha un unico fil rouge: le bambole russe. Annalisa Di Lazzaro Couture, designer calabrese che, in un tripudio di pizzi scuri, drappeggi e ricami, ha esaltato la figura di Ofelia, modello di eleganza e ribellione femminile, nella sua ultima collezione. Annamaria Patronella, stilista in erba che si è lasciata ispirare dalle fanciulle in fiore del mare e delle sorgenti per la collezione Couture 2016 “Ninfe Innamorate”. Queen Moda, esponente della moda positanese che per il 2016 ha proposto una collezione capace di fondere linee fluide, lavorazioni a mano e cura del dettaglio a un’idea di femminilità e lusso autentici. Falko Rosso, azienda sannita specializzata nel menswear che ha mostrato l’autunno inverno 2015-16 in vendita nel suo store. Andrea Perrino, giovane stilista pugliese che ha presentato la collezione “Nature’s Beauty” il cui concept ci parla di purezza, leggerezza, eleganza. Rocco Genco, stilista di Altamura che, in un tripudio di rose, ha portato in passerella una donna elegante e romantica. Daniela Moretti, jewelry designer lucana che, fedele ai valori di semplicità, estro e eleganza propri del brand, ha esaltato gli abiti con i suoi gioielli. Infine, Claudia De Micco, artista napoletana fondatrice del brand Kla Klight Art-Design, per l’occasione, ha realizzato una scultura ritraente il Teatro Romano di Benevento. Un pensiero per sottolineare l’importanza storica e culturale della città che è stato consegnato al vincitore del concorso e a tutti gli ospiti dell’evento. Jaison Brown   Mara Franzese
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Blog, Rubriche, Talents
Sinergie complesse, interconnessioni e flash cromatici per “Synapses”, la collezione SS2016 di Flaminia Barosini.
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I gioielli di Flaminia Barosini sono piccole opere scultoree che prendono forma fuori dal suo laboratorio romano. Tutti, infatti, sono interamente realizzati a mano attraverso l’antico procedimento della fusione a cera persa che ne assicura l’unicità e l’autenticità.
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Per questa collezione Synapses le trame liquide del bronzo delineano un immaginifico trattato neuroestetico che muove dalle linee pure dei bangle multifilo per giungere alle ramificazioni dendritiche dei mono orecchini.
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Un linguaggio fluido che si estende anche agli ear cuff di matrice essenziale, agli anelli a motivi concentrici e ai chocker semirigidi: iterazioni di segmenti geometrici illuminate da impulsi luminosi e inserzioni di colore saturo.
Martina Briotti
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5 designer di successo, Thomas Tait, Marco De Vincenzo, Nicholas Kirkwood, MSGM Massimo Giorgetti e Paul Andrew affermatisi anche grazie alla selezione da parte dei più importanti e qualificati concorsi, hanno scelto di supportare e valorizzare altrettanti 5 designer di talento emergenti Carlo Volpi, Maria Sole Cecchi, Fernando Jorge, Martine Rose e Matteo Lamandini.

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Questo è stato 5+5, un esperimento di mentoring che ha confermato la vocazione rivolta al sostegno di giovani creativi, a dimostrazione di quanto il supporto tra nuove generazioni della moda sia utile a favorire un sostegno a designer emergenti da parte di talenti ormai affermati e di successo.

Così, nel percorso della mostra, le creazioni dei designer più avanti della carriera hanno accompagnato idealmente, le collezioni di coloro che hanno scelto. Un allestimento a metà tra una mostra statica e uno show-room evocativo, dove vedere, toccare e studiare l’evoluzione delle idee che si trasferiscono dagli accessori, agli abiti, passando per i gioielli a dimostrazione di quanto la creatività si rigeneri e diventi un circolo virtuoso di proposte per crescere e diventare i designer del domani.

Martina Briotti

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Blog, EVENTI, ARTE &CO, NEWS

Il Fashion Hub di Altaroma è stato inaugurato da A.I. Artisanal Intelligence, progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques, che quest’anno ha raccontato le storie di 100 tra artisti, artigiani e designer che hanno partecipato nelle scorse 10 edizioni, presentandoli come criminali schedati, fotografati e archiviati dopo averli “interrogati”.

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A.I. Creative Crime è stato, infatti, il titolo scelto per la mostra allestita nelle sale del palazzo delle Esposizioni, per fare un fondamentale bilancio sul lavoro fatto, sulla situazione di chi oltre che creare deve essere imprenditore di se stesso. Un lavoro di ricerca importante frutto dell’osservazione di un territorio non solo nazionale. Lo spazio è stato diviso in due, l’archivio antologico con l’allestimento di una selezione dei pezzi più significativi e le schede di tutti i partecipanti nei cinque anni di attività del progetto, e davanti i nuovi designer presentati nell’edizione di quest’anno.

Tra le nuove storie i cappelli scenografici ed ironici di Ilariusss creati da Ilaria Soncini,  l’eleganza, la portabilità e la leggerezza degli abiti di Lieke Pansters, le clutch da uomo ispirate alla cultura pop di Michele Chiocciolini, le camicie di Silvia Bergomi per Naugy, la collezione di gioielli di Luigi Borbone e i tessuti di Pierre-Louis Mascia, illustratore e designer francese.

Martina Briotti

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Blog, EVENTI, ARTE &CO, NEWS

Grande era l’attesa per l’undicesima edizione di Who is on Next?, il progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda Made in Italy, ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Cambio di location – i 5 finalisti hanno sfilato infatti lunedì 13 luglio all’interno del Palazzo delle Esposizioni – ma non di intenti: prosegue infatti il percorso votato alla ricerca di una sempre crescente qualità, premiando l’impegno, la determinazione e le personali capacità espressive.

Lee Wood, designer inglese di L72, è stato premiato da Franca Sozzani, Editor in Chief di Vogue Italia, vincendo nella categoria abbigliamento donna, grazie alla sua ricerca di stile che non ama oltrepassare i limiti. Tra gli altri finalisti Blazè, Luca Sciascia, Giuseppe di Morabito e Miaoran.

Due i vincitori invece nella categoria accessori: Nicolò Beretta, designer di Giannico, per lo shoewear e Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle con le sue borse che riprendono l’heritage Africano. Hanno trionfato su una rosa di finalisti composta da Alexander White, Avanblanc, Bams e Catherine De’ Medici 1533.

Martina Briotti
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Lusso, street e urban style. È da questi tre ambiti cari allo stile di Ermanno Scervino che parte l’analisi di ricerca per i progetti di tesi discussi – in collaborazione con la storica Maison fiorentina – dai giovani fashion designer dell’Istituto Europeo di Design di Torino.EnricoOrlanda (1)

Agli studenti dei Corsi di Diploma Accademico dell’area Moda dello Ied è stato chiesto di indagare quell’eleganza del brand da sempre definita rock-couture, ideando delle collezioni che fossero in grado di rispettare l’identità, la forza e il carattere della griffe.

Così, alla presenza di Toni Scervino, Chief Executive Officer del Gruppo Ermanno Scervino, i diplomandi del Corso in Fashion Design hanno presentato una collezione uomo/donna per la prima linea inverno 2016/17.

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Quelli del Corso in Design del Gioiello, invece, hanno ideato una collezione di gioielli, una di borse, una di calzature e una di occhiali, immaginando come sarebbero potuti essere in futuro gli accessori della donna o dell’uomo Ermanno Scervino.

Mara Franzese

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Specchio dell’anima delle donne, prezioso scrigno custode di segreti, feticcio di culto. È la borsa la protagonista assoluta della nuova edizione di “New Designers at Coin Excelsior“, l’iniziativa che, dopo il successo di gennaio, qualche giorno fa, nell’ambito di AltaRoma, ha acceso nuovamente i riflettori sui giovani talenti.

Il Premium Contemporary Department Store di via Cola di Rienzo ha infatti rinnovato la sua collaborazione con la kermesse capitolina e, sabato 11 luglio, ha aperto le porte a sei creativi emergenti, già conosciuti sulle passerelle della fashion week romana.

Si tratta di una bella opportunità che favorisce un link immediato tra le nuove leve e le realtà commerciali e che, stavolta, amplia le occasioni di mercato di Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia e Zanchetti, i quali, fino al 3 agosto, saranno ospiti dell’edificio liberty, rinnovato dall’architetto Vincenzo De Cotiis.

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E le loro creazioni proposte per l’autunno inverno 2015-16, oltre ad essere esposte, in alcuni casi saranno anche acquistabili.

Ce ne sono per tutti i gusti: dalle borse caratterizzate dalla dicotomia tra elementi fetish-punk e cromie romantiche pensate dalla Ghisellini a quelle impreziosite dai gioielli che guardano al mondo estetico dell’occhio della Berardelli.

Dalle toy-bag ispirate all’arte contemporanea di Giancarlo Petriglia alle borse glamour attratte dall’universo delle costellazioni di Paula Cademartori.

Dalle borse di Sara Battaglia che giocano con le geometrie di colore come fossero naturale estensione delle frange, a quelle pensate da Giacomo Zanchetti che intraprende, invece, un viaggio surreale alla scoperta della materia.

Non resta dunque che correre a dare uno sguardo e scegliere quella più adatta alla propria personalità!

Mara Franzese
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Talento, passione e tanta voglia di fare. L’Accademia Costume e Moda, ancora una volta, in occasione di AltaRoma, ha aperto le porte dello storico edificio di via della Rondinella per mostrare progetti, abiti, accessori, video e installazioni realizzati dagli allievi dei diversi corsi.

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Numerosi gli ospiti accorsi all’evento ‘Accademia Factory 2015‘ e tanti i giornalisti e gli addetti ai lavori giunti nella sede romana per ammirare le creazioni dei giovani studenti dell’Anno Accademico 2014-15. Accolti dal direttore Lupo Lanzara, domenica 12 luglio, i presenti hanno assaporato quel fermento creativo che avvolge le aule della prestigiosa scuola e, attraverso i lunghi corridoi, seguendo una sorta di percorso museale, hanno intrapreso un viaggio alla scoperta di quei creativi che saranno il futuro del fashion system.

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Nel meraviglioso palazzo avvolto dall’edera, custode di sogni e speranze, ogni angolo profuma di arte e si passa dall’area Costume, con la mostra degli abiti realizzati per lo spettacolo teatrale Don Juan Club di Francesco Bonomo, andato in scena al Teatro Quirino lo scorso 28 maggio, a quella Moda con l’esposizione di alcuni degli outfit dei Talents 2015 che hanno sfilato durante l’edizione invernale della fashion week capitolina.

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Per il mondo degli Accessori, invece, on view in anteprima le creazioni degli studenti del Corso di Alta Formazione in Design degli Accessori in collaborazione con Fendi, mentre per l’universo della Comunicazione, l’editoriale fotografico “Eighties R/Evolution” ispirato ai cartoni e ai personaggi iconici degli anni Ottanta, realizzato dagli allievi del Corso di Alta Formazione in Comunicazione di Moda.

Grande novità di quest’anno, infine, la presentazione della nuova iniziativa Accademia Media, Film & Arti Visive con un percorso formativo triennale in collaborazione con Ars Academy Research. Per l’occasione sono stati proiettati in anteprima mondiale gli estratti della copia lavorazione del nuovo film documentario sulla giornalista ed icona di stile Anna Piaggi, a cura di Alina Marazzi e prodotto per NDR/ARTE.

Mara Franzese
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