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women in runIn occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, domenica 29 novembre, torna, anche a Roma, Women in Run. L’iniziativa – che replica, dopo il successo dello scorso gennaio, con un nuovo running flash-mob benefico nazionale – si terrà a Villa Borghese, con ritrovo in Piazza di Siena alle ore 10.

La corsa/camminata, accessibile a tutti, sarà di 5 km e avverrà in contemporanea ad altre città italiane pronte, come la capitale, a sostenere il progetto nato in partnership con Action AidL’evento che si terrà nella città eterna ha il patrocinio di CICAS Impresa Donna (confederazione di PMI in rosa) e come media partner La Zibaldina. La referente è Lorenza Fruci. keep reading

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Dal 24 Novembre al 6 Marzo, con la mostra “Il nuovo vocabolario della moda italiana”saranno protagonisti a La Triennale di Milano stilisti, marchi ed artisti che, negli ultimi vent’anni, sono stati capaci di rileggere in una chiave nuova e originale i codici creativi e il DNA culturale del nostro Paese.

L’esposizione che si appresta a sbarcare nella città meneghina si propone proprio di celebrare l’Italia della moda contemporanea. Dedicata al grande Elio Fiorucci, la mostra è curata da Paola Bertola e Vittorio Linfantea:«Se da una parte il “fatto in Italia” è riconosciuto nel mondo come eccellenza, dall’altra è tipicamente rappresentato da marchi e stilisti affermatisi sino agli anni Novanta, negando in un certo senso la sua capacità di rigenerazione. Eppure, confermando la storica attitudine all’auto-organizzazione italiana, una nuova generazione sta scrivendo da tempo un linguaggio riconfigurato della moda nostrana. Questo grazie alla valorizzazione di risorse accessibili in Italia e scomparse altrove: l’attitudine progettuale diffusa, i patrimoni di cultura materiale, le piccole reti di laboratori, le manifatture periferiche». keep reading

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Fabbrica di idee, fucina di talenti, White, il salone della moda contemporary, anche quest’anno, si è chiuso con un bilancio positivo, confermandosi tra le migliori vetrine per designer emergenti. La fiera, ideata e promossa da Massimiliano Bizzi col patrocinio del Comune di Milano, resta infatti uno degli eventi più innovativi della fashion week milanese e, stavolta, registra una crescita del 12% rispetto all’edizione di settembre 2014. keep reading

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Si sono spenti i riflettori sulla fashion week milanese, andata in scena nella città meneghina dal 23 al 28 settembre, ed è giunto il momento di tirare le somme. Chi ha presentato cosa? Ma soprattutto, quali saranno le tendenze della prossima primavera estate? Noi ci siamo focalizzati sulle collezioni portate in passerella dai giovani stilisti – anche perché di anno in anno è sempre maggiore lo spazio a loro dedicato nel calendario di Milano Moda Donna. E non a caso questo 2015 è stato proprio un marchio emergente ad aprire le sfilate portando sul catwalk un’idea di moda pulita, lineare, che punta all’essenza piuttosto che all’apparenza. Chicca Lualdi, in un gioco di sottile equilibrio tra femminilità contemporanea e personalità understated, ha presentato capi in cui dettagli couture si fondono perfettamente con un’allure sporty chic, trovando il loro riferimento iconografico in Giò Ponti. Il design dell’architetto e le pavimentazioni realizzate con grafiche e geometrie nette di colori hanno ispirato ricami e applicazioni della collezione dando dettagli ai volumi anni ‘60. Chicca Lualdi Sempre nella prima giornata ha sfilato anche Stella Jean con una PE 2016 che, in un concentrato multiculturale di influenze, come di consueto, punta su stampe e pattern. Tra finiture esotiche, disegni di cactus, pompon e rafia multicolore, sono i migranti italiani trasferitisi in altri Paesi Europei ma anche in America o Africa ad ispirare la collezione della stilista Italo-haitiana. stella-jean È invece la grazia delicata e armoniosa delle ballerine di danza classica a ispirare la prossima stagione calda di Uma Wang. La designer cinese ha voluto che l’attenzione si concentrasse non sugli abiti bensì su quell’armonia tra vestito e persona che fa da fil rouge a tutta la collezione. Ed è per questo motivo che ha scelto di utilizzare un colore che fosse il più neutro possibile – il nude – su strati impalpabili di tessuti che attraverso giochi di sovrapposizioni definiscono una nuova silhouette. Uma Wang Marco De Vincenzo guarda al Giappone ma lo fa attraverso un punto di vista molto personale. Il talentuoso stilista, infatti, rilegge i codici estetici del Paese orientale e li reinterpreta in una chiave pop e contemporanea. Così gonne a pieghe con applicazioni di piume colorate, top in pelle laminata e stampata, mini abiti in vinile e coat in broccato vestono una nuova eroina manga, sensuale ed eccentrica. Marco De Vincenzo E sempre il Giappone – stavolta con le sue colorate distese fiorite – torna a farla da padrone tra le ispirazioni di un’altra giovane stilista. Si tratta di Daizy Shely, la designer – già vincitrice di Who Is On Next?, il progetto di scouting ideato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia – è stata scelta, infatti, da re Giorgio per sfilare all’Armani Teatro. Ed è sulla fortunata passerella del talento, quindi, che la stilista israeliana ha presentato la sua primavera estate. Una collezione che parte dalle fotografie aeree – non solo del paese nipponico – per acquisire nuove costruzioni. Sì, perché dall’alto tutto sembra geometrico, persino i fiori e le piume di struzzo tanto care alla creativa. I volumi sono over, le giacche da biker scintillanti e le gonne midi. La palette cromatica ha effetti degradé ed è ipercolorata. Daizy-Shely Così come è ipercolorata la nuova collezione di Leitmotiv, il brand di Juan Caro e Fabio Sasso, che aveva già debuttato sul catwalk milanese lo scorso febbraio. Il duo per la prossima spring summer vola in Arizona e trasforma le corna del cervo – logo ricamo tipico della griffe – in rami di alberi tra cui volano farfalle e piccoli insetti. È, infatti, una natura armoniosa, incontaminata e fantastica la loro, in cui il gorilla convive con il cavalluccio marino, il cactus in fiore con la conchiglia entro cui sbocciano primule del pensiero. Leitmotiv Tutt’altro scenario invece sulla passerella di Gabriele Colangelo. Il giovane stilista porta in scena un’idea di ordine rilassato e di primitivismo sofisticato, presentando una palette sobria in cui al bianco si accostano i toni del blu, del cachi e del lavanda. Gli abiti sono in seta cinzata, le gonne a matita in organza stretch, i coat sembrano lunghe camicie in canvas di cotone. Bande di velluto a due colori, infine, intervengono a generare movimento attraversando i capi in verticale e in orizzontale. L’ispirazione? Una raccolta di ritratti fotografici africani del primo novecento realizzati da F.W.H Arkhurst e le pitture astratte figurative di Scott Bergey. Gabriele+Colangelo Total White, laminati grigi, effetto vedo-non vedo, sfumature pastello che vanno dal glicine al giallo pallido. Mix di stili e colori per Alberto Zambelli. Lo stilista presenta una PE 2016 che strizza l’occhio agli scatti fotografici con cui Seydou Keïta ha raccontato il Mali dal 1943 al 1963 e da lì parte per raccontarci il suo di mondo: le donne immortalate dal fotografo prendono vita in ricami e applicazioni di danze tribali su abiti da sera, la dualità del bianco e nero delle fotografie si trasforma in un gioco di sovrapposizioni pronto a ridefinire la figura femminile, i gioielli tribali e arcaici si scompongono in linee ornamentali riprodotte sui capi in maglieria e nei jacquard. AZambelli La collezione di MSGM come sempre è eclettica ed eccentrica, adatta a giovani donne che amano giocare con la moda. Massimo Giorgetti si diverte a creare outfit stravaganti in cui abiti eleganti si indossano con pantaloni e sneaker sportive e vistose. A completare i look poi catene di metallo, fiocchi annodati con fasce di tessuto che partono dalle camicie, rouches, frange, stampe, colore e chi più ne ha più ne metta. msgm Se si parla di stile eccentrico non si può non parlare di Au jour le jour, il brand di Mirko Fontana e Diego Marquez. Il duo creativo con la primavera estate 2016 rende omaggio a Dash, che proprio quest’anno compie 50 anni, e trasforma il logo del detersivo più amato dalle italiane in stampa feticcio della collezione. Ma non solo. Il detersivo, infatti, diventa anche un divertente pretesto per pulire le macchie decorative che campeggiano sui capi pensati dai due giovani stilisti. Così quello che Au jour le jour sporca – tra spruzzi di ketchup, uova rotte e tazzine di caffè rovesciate sugli abiti – Dash pulisce. Il risultato? Una collezione pop, ironica e divertente che, per certi versi, ci ricorda lo stile di Jeremy Scott da Moschino. au jour le jour Nell’ultima giornata, notoriamente dedicata ai giovani – e a Re Giorgio – ha sfilato Vivetta, la griffe di Vivi’ Ponti che, dopo il debutto milanese avvenuto la scorsa stagione proprio grazie al supporto di Giorgio Armani, ha avuto stavolta l’onore di aprire il Day 6 con la sua sfilata. La stilista per la PE si è ispirata all’immaginario visivo di Slim Aarons e agli scatti del fotografo che immortalavano il jet set internazionale dell’epoca. Ecco allora che i ricami – con finestre tagliate al laser su camicie e abiti piquet – ricordano lo stile neoclassico delle ville hollywoodiane, i decori naïf sugli abiti a trapezio in popeline guardano ai giardini in fiore. Il gatto, infine, resta iconico riferimento per la designer e torna a fare da portafortuna, ricamato sui colletti e abiti smanicati. Vivetta E i simpatici gattini sono protagonisti anche della spring summer di Arthur Arbesser. Dai giubbini e dai pantaloni pensati dal designer viennese infatti emergono candidi felini disegnati dall’illustratrice Agathe Singer. Al centro della passerella, inoltre, un enorme gatto grigio – attorno al quale sfilano le modelle – riconduce all’estetica di Balthus, l’artista francese cui lo stilista si è ispirato per la collezione. La femminilità classica e al contempo provocatoria delle donne ritratte nei quadri del pittore, infatti, è palesemente ripresa nella spring summer del creativo e la ritroviamo su eterne lolite che amano indossare leggeri abiti a fiori in crêpe di cotone e impalpabili bluse trasparenti in nylon. arbesser A chiudere il nostro viaggio alla riscoperta dei talenti della moda made in Italy in passerella, infine, San Andrès Milano, il marchio del giovane stilista Andrès Caballero. Il creativo messicano, al ritmo della cumbia, tradizionale musica latina, ci ha presentato una collezione intrisa di tradizioni e sentimenti, pervasa di sorrisi, orgoglio, senso di appartenenza e voglia di vivere. Così anche la palette è vivace e gioiosa e spazia dal fucsia gardenia al verde smeraldo, dal giallo focoso al rosso accesso, dal corallo al bluette più grintoso. Non mancano inoltre le stampe: tra fiori e uccelli, il richiamo all’esotismo messicano è evidente. La forte presenza nella collezione di ricordi personali anche. SanAndres   Mara Franzese  
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Fare la moda in Italia da Roma in giù? Pura utopia. Eppure tanti sono i giovani talenti provenienti proprio dalle terre del sud, costretti il più delle volte a partire, lasciare tutto, armati di bagagli carichi di speranze, per seguire la loro buona stella e provare a realizzare quel sogno nel cassetto che nella propria città sarebbe rimasto chiuso a chiave probabilmente per sempre. Se poi la città, è una piccola città della Campania e i tempi sono quelli di austerità economica di oggi, allora diventa anche tutto più difficile. C’è però chi crede fortemente di poter trovare la chiave giusta per aprire quel cassetto. Ed è così, con queste premesse, che nasce “Benevento in Moda”. Un evento, ideato e diretto dal fotografo sannita Giovanni Di Dio, partorito per sostenere e promuovere i designer del domani. BiM Giunta ormai alla sua quarta edizione, la kermesse, fedele alla sua mission, domenica 20 settembre, ha acceso nuovamente i riflettori sugli stilisti emergenti. La soirée, presentata dall’ex Miss Italia Denny Mendez insieme ad Enzo Costanza, stavolta, ha accolto diciotto designer, otto dei quali giunti nella città delle streghe per partecipare all’edizione 2015 del contest “Giovani Stilisti”. Gli aspiranti designer si sono sfidati a colpi di chiffon, paillette e broccati di fronte ad una giuria tecnica, presieduta dal couturier di Pompei, Nino Lettieri. Ospite d’onore della serata, lo stilista campano ha anche onorato il catwalk sannita sfilando con la sua primavera estate 2015, già presentata lo scorso gennaio ad AltaRoma. Contest Giovani Stilisti La collezione – che trae ispirazione da una figura geometrica ricavata da un mosaico dell’antica città di Pompei, dove ha sede la sua maison – in un gioco costante di pieni e vuoti, con tessuti traforati a laser e una palette cromatica giocata interamente sul bianco e nero, tra capispalla stile kimono in mikado e pantaloni garçon, veste una donna audace, dinamica e contemporanea. E a sfilare anche un altro giurato, il couturier toscano Graziano Amadori, che ha presentato una collezione ricca di contaminazioni tra passato e presente. Insieme, i due, alla fine della serata, hanno annunciato il nome del vincitore del concorso. Si tratta della russa Ekaterina Maryshkova che con i suoi capi – particolarmente apprezzati per la tecnica utilizzata nei tagli – ha avuto la meglio su Maria Grazia Madau, Annamaria Renzulli, Carmelo Natale Mazzuca, Elisa Gigliotti e Giovanni Cirillo. Vincitrice La giuria però ha deciso di premiare anche Stefano Montarone per la ricerca d’avanguardia dei materiali utilizzati: il giovane pugliese ha inaspettatamente coniugato nella sua collezione chiffon, pelle e pvc. Ma non sono stati solo i capi dei giurati e dei concorrenti del contest a sfilare. Le mannequin, – coreografate dal regista di moda Pio Pinto e truccate dallo staff Gil Cagné – hanno indossato i capi di altri otto giovani stilisti.   Hanno calcato la passerella: Jaison Brown, talentuoso fashion designer, originario dell’India, che si è fatto notare per i suoi velluti e broccati verde smeraldo. Tra giacche e capispalla, la collezione “Russian Dolly” ha un unico fil rouge: le bambole russe. Annalisa Di Lazzaro Couture, designer calabrese che, in un tripudio di pizzi scuri, drappeggi e ricami, ha esaltato la figura di Ofelia, modello di eleganza e ribellione femminile, nella sua ultima collezione. Annamaria Patronella, stilista in erba che si è lasciata ispirare dalle fanciulle in fiore del mare e delle sorgenti per la collezione Couture 2016 “Ninfe Innamorate”. Queen Moda, esponente della moda positanese che per il 2016 ha proposto una collezione capace di fondere linee fluide, lavorazioni a mano e cura del dettaglio a un’idea di femminilità e lusso autentici. Falko Rosso, azienda sannita specializzata nel menswear che ha mostrato l’autunno inverno 2015-16 in vendita nel suo store. Andrea Perrino, giovane stilista pugliese che ha presentato la collezione “Nature’s Beauty” il cui concept ci parla di purezza, leggerezza, eleganza. Rocco Genco, stilista di Altamura che, in un tripudio di rose, ha portato in passerella una donna elegante e romantica. Daniela Moretti, jewelry designer lucana che, fedele ai valori di semplicità, estro e eleganza propri del brand, ha esaltato gli abiti con i suoi gioielli. Infine, Claudia De Micco, artista napoletana fondatrice del brand Kla Klight Art-Design, per l’occasione, ha realizzato una scultura ritraente il Teatro Romano di Benevento. Un pensiero per sottolineare l’importanza storica e culturale della città che è stato consegnato al vincitore del concorso e a tutti gli ospiti dell’evento. Jaison Brown   Mara Franzese
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5 designer di successo, Thomas Tait, Marco De Vincenzo, Nicholas Kirkwood, MSGM Massimo Giorgetti e Paul Andrew affermatisi anche grazie alla selezione da parte dei più importanti e qualificati concorsi, hanno scelto di supportare e valorizzare altrettanti 5 designer di talento emergenti Carlo Volpi, Maria Sole Cecchi, Fernando Jorge, Martine Rose e Matteo Lamandini.

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Questo è stato 5+5, un esperimento di mentoring che ha confermato la vocazione rivolta al sostegno di giovani creativi, a dimostrazione di quanto il supporto tra nuove generazioni della moda sia utile a favorire un sostegno a designer emergenti da parte di talenti ormai affermati e di successo.

Così, nel percorso della mostra, le creazioni dei designer più avanti della carriera hanno accompagnato idealmente, le collezioni di coloro che hanno scelto. Un allestimento a metà tra una mostra statica e uno show-room evocativo, dove vedere, toccare e studiare l’evoluzione delle idee che si trasferiscono dagli accessori, agli abiti, passando per i gioielli a dimostrazione di quanto la creatività si rigeneri e diventi un circolo virtuoso di proposte per crescere e diventare i designer del domani.

Martina Briotti

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Il Fashion Hub di Altaroma è stato inaugurato da A.I. Artisanal Intelligence, progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques, che quest’anno ha raccontato le storie di 100 tra artisti, artigiani e designer che hanno partecipato nelle scorse 10 edizioni, presentandoli come criminali schedati, fotografati e archiviati dopo averli “interrogati”.

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A.I. Creative Crime è stato, infatti, il titolo scelto per la mostra allestita nelle sale del palazzo delle Esposizioni, per fare un fondamentale bilancio sul lavoro fatto, sulla situazione di chi oltre che creare deve essere imprenditore di se stesso. Un lavoro di ricerca importante frutto dell’osservazione di un territorio non solo nazionale. Lo spazio è stato diviso in due, l’archivio antologico con l’allestimento di una selezione dei pezzi più significativi e le schede di tutti i partecipanti nei cinque anni di attività del progetto, e davanti i nuovi designer presentati nell’edizione di quest’anno.

Tra le nuove storie i cappelli scenografici ed ironici di Ilariusss creati da Ilaria Soncini,  l’eleganza, la portabilità e la leggerezza degli abiti di Lieke Pansters, le clutch da uomo ispirate alla cultura pop di Michele Chiocciolini, le camicie di Silvia Bergomi per Naugy, la collezione di gioielli di Luigi Borbone e i tessuti di Pierre-Louis Mascia, illustratore e designer francese.

Martina Briotti

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Grande era l’attesa per l’undicesima edizione di Who is on Next?, il progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda Made in Italy, ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Cambio di location – i 5 finalisti hanno sfilato infatti lunedì 13 luglio all’interno del Palazzo delle Esposizioni – ma non di intenti: prosegue infatti il percorso votato alla ricerca di una sempre crescente qualità, premiando l’impegno, la determinazione e le personali capacità espressive.

Lee Wood, designer inglese di L72, è stato premiato da Franca Sozzani, Editor in Chief di Vogue Italia, vincendo nella categoria abbigliamento donna, grazie alla sua ricerca di stile che non ama oltrepassare i limiti. Tra gli altri finalisti Blazè, Luca Sciascia, Giuseppe di Morabito e Miaoran.

Due i vincitori invece nella categoria accessori: Nicolò Beretta, designer di Giannico, per lo shoewear e Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle con le sue borse che riprendono l’heritage Africano. Hanno trionfato su una rosa di finalisti composta da Alexander White, Avanblanc, Bams e Catherine De’ Medici 1533.

Martina Briotti
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Lusso, street e urban style. È da questi tre ambiti cari allo stile di Ermanno Scervino che parte l’analisi di ricerca per i progetti di tesi discussi – in collaborazione con la storica Maison fiorentina – dai giovani fashion designer dell’Istituto Europeo di Design di Torino.EnricoOrlanda (1)

Agli studenti dei Corsi di Diploma Accademico dell’area Moda dello Ied è stato chiesto di indagare quell’eleganza del brand da sempre definita rock-couture, ideando delle collezioni che fossero in grado di rispettare l’identità, la forza e il carattere della griffe.

Così, alla presenza di Toni Scervino, Chief Executive Officer del Gruppo Ermanno Scervino, i diplomandi del Corso in Fashion Design hanno presentato una collezione uomo/donna per la prima linea inverno 2016/17.

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Quelli del Corso in Design del Gioiello, invece, hanno ideato una collezione di gioielli, una di borse, una di calzature e una di occhiali, immaginando come sarebbero potuti essere in futuro gli accessori della donna o dell’uomo Ermanno Scervino.

Mara Franzese

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Specchio dell’anima delle donne, prezioso scrigno custode di segreti, feticcio di culto. È la borsa la protagonista assoluta della nuova edizione di “New Designers at Coin Excelsior“, l’iniziativa che, dopo il successo di gennaio, qualche giorno fa, nell’ambito di AltaRoma, ha acceso nuovamente i riflettori sui giovani talenti.

Il Premium Contemporary Department Store di via Cola di Rienzo ha infatti rinnovato la sua collaborazione con la kermesse capitolina e, sabato 11 luglio, ha aperto le porte a sei creativi emergenti, già conosciuti sulle passerelle della fashion week romana.

Si tratta di una bella opportunità che favorisce un link immediato tra le nuove leve e le realtà commerciali e che, stavolta, amplia le occasioni di mercato di Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia e Zanchetti, i quali, fino al 3 agosto, saranno ospiti dell’edificio liberty, rinnovato dall’architetto Vincenzo De Cotiis.

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E le loro creazioni proposte per l’autunno inverno 2015-16, oltre ad essere esposte, in alcuni casi saranno anche acquistabili.

Ce ne sono per tutti i gusti: dalle borse caratterizzate dalla dicotomia tra elementi fetish-punk e cromie romantiche pensate dalla Ghisellini a quelle impreziosite dai gioielli che guardano al mondo estetico dell’occhio della Berardelli.

Dalle toy-bag ispirate all’arte contemporanea di Giancarlo Petriglia alle borse glamour attratte dall’universo delle costellazioni di Paula Cademartori.

Dalle borse di Sara Battaglia che giocano con le geometrie di colore come fossero naturale estensione delle frange, a quelle pensate da Giacomo Zanchetti che intraprende, invece, un viaggio surreale alla scoperta della materia.

Non resta dunque che correre a dare uno sguardo e scegliere quella più adatta alla propria personalità!

Mara Franzese
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Talento, passione e tanta voglia di fare. L’Accademia Costume e Moda, ancora una volta, in occasione di AltaRoma, ha aperto le porte dello storico edificio di via della Rondinella per mostrare progetti, abiti, accessori, video e installazioni realizzati dagli allievi dei diversi corsi.

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Numerosi gli ospiti accorsi all’evento ‘Accademia Factory 2015‘ e tanti i giornalisti e gli addetti ai lavori giunti nella sede romana per ammirare le creazioni dei giovani studenti dell’Anno Accademico 2014-15. Accolti dal direttore Lupo Lanzara, domenica 12 luglio, i presenti hanno assaporato quel fermento creativo che avvolge le aule della prestigiosa scuola e, attraverso i lunghi corridoi, seguendo una sorta di percorso museale, hanno intrapreso un viaggio alla scoperta di quei creativi che saranno il futuro del fashion system.

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Nel meraviglioso palazzo avvolto dall’edera, custode di sogni e speranze, ogni angolo profuma di arte e si passa dall’area Costume, con la mostra degli abiti realizzati per lo spettacolo teatrale Don Juan Club di Francesco Bonomo, andato in scena al Teatro Quirino lo scorso 28 maggio, a quella Moda con l’esposizione di alcuni degli outfit dei Talents 2015 che hanno sfilato durante l’edizione invernale della fashion week capitolina.

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Per il mondo degli Accessori, invece, on view in anteprima le creazioni degli studenti del Corso di Alta Formazione in Design degli Accessori in collaborazione con Fendi, mentre per l’universo della Comunicazione, l’editoriale fotografico “Eighties R/Evolution” ispirato ai cartoni e ai personaggi iconici degli anni Ottanta, realizzato dagli allievi del Corso di Alta Formazione in Comunicazione di Moda.

Grande novità di quest’anno, infine, la presentazione della nuova iniziativa Accademia Media, Film & Arti Visive con un percorso formativo triennale in collaborazione con Ars Academy Research. Per l’occasione sono stati proiettati in anteprima mondiale gli estratti della copia lavorazione del nuovo film documentario sulla giornalista ed icona di stile Anna Piaggi, a cura di Alina Marazzi e prodotto per NDR/ARTE.

Mara Franzese
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Forbici contro scalpello, moda e arte, Alaïa con Bernini. Fino al 25 ottobre, nella suggestiva cornice della Galleria Borghese, tra le tele di Caravaggio, le meraviglie di Tiziano e i marmi di Canova, saranno on view 65 creazioni dello stilista che scolpisce gli abiti.

Inaugurata venerdì 10 luglio, nell’ambito di AltaRoma, la mostra di Azzedine Alaïa Couture/Sculpture è assolutamente da non perdere.

Gli abiti del Couturier franco-tunisino – che, da sempre, si ispira alla donna reale e celebra il corpo femminile, ricercandone la seduzione e modellandone la sembianza in idolo – sono esposti nella Casa della scultura romana che, per l’occasione, è stata completamente messa in scena.

Seguendo una coerenza tematica, stilistica e formale, infatti, i capi prendono vita nelle varie sale e, in un dialogo costante e infinito con le opere, quasi sospesi nel tempo, sembrano dare continuità tra i capolavori presenti e il racconto della collezione.

Un titanico confronto tra passato e presente che si riassume in sublime eleganza, perfetta armonia tra i corpi scolpiti e gli abiti-scultura iconici e meticolosamente geometrici dello stilista.

Mara Franzese

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Volumi lineari e pattern eterogenei, superfici ruvide e dettagli siderali. Questi gli elementi che pervadono le silhouette dall’appeal geometrico della collezione FW15-16 di Project149.

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Venature iridescenti di ispirazione geologica e applicazioni in plexiglass per  bluse jacquard e cardigan di lana e cashmere. Geodi cristallini campeggiano su sweater e abiti dalle linee pulite, mentre il jersey tecnico  conferisce viscosità a micro top, gonne a trapezio e completi allprint. Immancabile il richiamo sporty – una costante nell’universo stilistico del brand – rintracciabile nei pantaloni cargo e nei dress scuba con coulisse in vita, come nelle bluse in felpa a motivo galaxy.

pr1La palette cromatica segue gli echi naturali: la scala rarefatta dei grigi interseca sottotoni ecrù per giungere poi al bronzo, al verde malachite, al blu avio fino al turchese e all’arancio fluo.

Martina Briotti

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Cda rinnovato, nuova location e calendario pronto. AltaRoma c’è. E (ri)parte dai giovani. Per la settimana dell’alta moda capitolina che, ormai da qualche anno, ha trovato nuova linfa vitale nella promozione dei designer emergenti, quella che si terrà dal 10 al 13 luglio potrebbe essere l’edizione della svolta.

Con l’ingresso, infatti, di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, e di Raffaello Napoleone, Ad di Pitti Immagine, nel consiglio di amministrazione, si creano nuove sinergie tra Roma, Milano e Firenze che fanno ben sperare in un rilancio del fashion nella città eterna. E se nel triangolo della moda italiana, la città meneghina resta la capitale del fashion business e il capoluogo toscano si riconferma leader per il menswear, Roma punta sui talenti del domani, ma anche sul savoir faire artigiano.

Così, in scena nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale che, grazie alla collaborazione di Roma Capitale, ospiterà la quasi totalità delle sfilate, la XXVII edizione della kermesse cambia struttura e divide il programma in tre sezioni: Fashion Hub, Atelier e In Town.

Dedicata proprio ai progetti di scouting dei nuovi talenti, oltre che alla formazione, ‘Fashion Hub’ sarà inaugurata venerdì da ‘A.I. – Creative Crimes’ con un’antologica del lavoro di Artisanal Intelligence – il progetto curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques – che, in dieci edizioni, ha raccolto oltre 100 storie di artigiani, artisti e designer in erba.

Nella sezione dedicata ai giovani stilisti, anche ‘New Designers at Coin Excelsior’, con una selezione di brand provenienti dal vivaio di AltaRoma. Prosegue, infatti, dopo il successo della prima edizione, la collaborazione con il department store del lusso che, stavolta, ospiterà Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia e Zanchetti, fino al 3 agosto.

Sono nuove, invece, ‘5+5’ e ‘Portfolio Review’, altre due iniziative dedicate agli emergenti.

La prima è un caso unico di mentoring tra le nuove generazioni della moda. ‘5+5’ prevede, infatti, il sostegno a cinque designer emergenti da parte di altrettanti stilisti di successo. Così, in un’esposizione che durerà tre giorni, Thomas Tait supporterà Martine Rose, Marco De Vincenzo Carlo Volpi, Nicholas Kirkwood darà il suo sostegno a Les Petites Joueurs, Msgm a Matteo Lamandini e Paul Andrew, infine, a Fernando Jorge.

Grazie all’iniziativa ‘Portfolio Review’, invece, studenti, designer, artigiani e fotografi under 40 avranno la possibilità di mostrare il proprio lavoro a Sara Maino, Senior Editor di Vogue Italia e Vogue Talents, e ad Alessia Glaviano, Senior Photo Editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue, ospiti dell’Accademia Costume e Moda.

E proprio la scuola di moda di via della Rondinella sarà protagonista di AltaRoma anche stavolta con l’annuale evento ‘Accademia Factory’.

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Naturalmente, poi, all’interno della sezione dedicata ai giovani talenti l’attesissima finale di ‘Who Is On Next?’, il concorso per stilisti emergenti, ideato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia. In gara Blazé, Giuseppe Di Morabito, L72, Luca Sciascia e Miaoran per il prêt à porter, e Alenxander White, Avanblanc, Bams Moda, Catherine de Medici 1533, Giannico e Lolita per gli accessori. Lunedì 13 saranno incoronati i vincitori.

All’interno della sezione ‘Atelier’, invece, le sfilate delle maison di haute couture. Raffaella Curiel, Rani Zakhem, Renato Balestra, Ettore Bilotta, Luigi Borbone e Sabrina Persechino scenderanno in passerella con le loro collezioni autunno inverno 2015-16.

Infine, la sezione ‘In Town’ raccoglierà le iniziative e le attività connesse alla moda-business.

Nel fitto calendario, di rilievo, anche la mostra dedicata ad Azzedine Alaïa con cocktail alla Galleria Borghese, venerdì alle ore 18,30.

Mentre, fissata un giorno prima dello start ufficiale, ad aprire le danze di questa rinnovata edizione di AltaRoma, la sfilata di Valentino che saluterà con una inaugurazione ufficiale la recente apertura del nuovo flagship store romano del brand. E speriamo che questo ritorno ‘a casa’ della maison possa essere di buon auspicio per una definitiva rinascita della settimana della moda romana.

Mara Franzese
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“Iceberg significa colore, grafica, qualità e ironia, tratti distintivi che ho sempre ricercato e che condivido. Sono onorato di continuare la bellissima storia di questo iconico brand italiano, che ormai prosegue da più di 40 anni”. Queste le parole di Arthur Arbesser che, a partire dalla primavera estate 2016, sarà il nuovo direttore creativo della linea womenswear di Iceberg.

Lo stilista 33enne, vincitore dell’edizione 2013 di Who Is On Next?, il progetto di scouting di AltaRoma e Vogue Italia per la promozione di nuovi talenti, è uno dei giovani designer più promettenti del panorama fashion contemporaneo. Austriaco di nascita ma italiano d’adozione (vive e lavora a Milano), Arbesser, lo scorso maggio, è stato anche tra i finalisti dell’LVMH Prize.

Un periodo particolarmente interessante, dunque, per il creativo, che a settembre debutterà nel suo nuovo ruolo, calcando la passerella di Milano Moda Donna con la collezione spring summer 2016 del marchio che fa capo a Gilmar.

Fondato nel 1974, d’altronde, il brand “si è contraddistinto, da sempre, per la ricerca, le nuove tendenze e lo scouting di giovani creativi” come ha sottolineato Paolo Gerani, patron di Iceberg. “Arthur – ha proseguito – incarna al tempo stesso il DNA del brand e l’artigianalità del Made in Italy”.

In bocca al lupo al talentuoso stilista, dunque. E appuntamento a settembre con la sua prima sfilata per Iceberg.

Mara Franzese
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Si sono spenti i riflettori sull’edizione 2015 di Madeinmedi, la Mediterranean Design & Fashion Week che, da nove anni, sostiene il talento e promuove la creatività emergente. In scena dall’8 al 13 giugno nel sontuoso Palazzo Biscari di Catania, anche stavolta l’evento made in Sicily ha visto protagonisti i giovani designer.

Gli allievi dell’Accademia Euromediterranea, in particolare, hanno sfilato con le loro collezioni di fronte a Mario Dell’Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda, Roberto Portinari, segretario generale della piattaforma Sistema Formativo Moda, e Mario Boselli, presidente onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana. 

Martina AlessandrelloCaterina Bambara

Dieci gli allievi presenti. Tra loro Martina Alessandrello, in passerella con la collezione “Erzsébet“, ispirata alla Contessa Dracula, leggendaria assassina, ossessionata dall’eterna giovinezza e dalla bellezza eterea. Tra maxi strutture e spalline maestose, gli outfit presentati dalla fashion designer si colorano delle tonalità del sacrificio e dipingono una donna misteriosa.

Per la collezione “Cutless“, Caterina Bambara ha scelto invece una palette cromatica che rivela quel percorso graduale che dal buio più profondo porta a incontrare la serenità e la lucentezza d’animo, raccontando perfettamente la visione avveniristica del viaggio interiore della designer.

Elisa ConaFrancesca Gangemi

Sono i colori ad olio di Giorgio De Chirico a ispirare “Metamuse” di Elisa Cona. E se le tele del pittore italiano donano alla stilista l’idea della scelta cromatica, la macchina fotografica di Tim Walker ne regala l’aspetto emotivo.

Immagini emozionali tradotte in confusione cromatica e stilistica, poi, seducono Francesca Gangemi che, per la sua collezione uomo “Es“, dà sfogo alla parte più estranea del proprio io e si lascia ispirare dai luoghi freddi e nivei del Nord Europa.

Manuela IndacoFabiola Longhitano

Sono la filosofia, la cultura e il modo di intendere la vita in Giappone, invece, a guidare Manuela Indaco per “Hanami“. In particolare, la stilista guarda ai ciliegi in fiore del Paese del Sol Levante e porta in passerella una collezione intrisa di delicatezza e candore, misto a meraviglia e tristezza.

Fabiola Longhitano prende i fiocchi, li destruttura, li rilegge in una chiave nuova, rendendoli protagonisti indiscussi della collezione “Take a bow“. Il color block si mixa allo stile cocktail degli “anni delle spalline”, gli ’80, e tinge d’estate gli outfit delle ragazze ribelli portate sul catwalk.

Valentina MauroFederica Rao

Jabberwocky“, come la poesia presente nel secondo libro firmato da Lewis Carroll, è il nome della collezione disegnata da Valentina Mauro che in “Alice nel Paese delle Meraviglie” ha trovato la chiave di volta per realizzare i suoi capi. Sei i colori scelti e ogni look è caratterizzato da un’unica tonalità. Dalla purezza d’animo della Regina Bianca alla rabbia innata della Regina Rossa, tutte le nuance rappresentano uno dei personaggi principali del racconto.

Federica Rao, con i suoi sette outfit, ridona verità al volto umano. Attraverso la collezione “The no-Is“, falcata dopo falcata, racconta il cammino verso la conquista della propria identità stilistica. I colori sono basici: regnano solo tre tonalità e la gradazione di mezzo è il punto di contatto tra i due estremi cromatici. Le fitte trasparenze concentrano l’attenzione su ciò che si cela dentro, lasciando intravedere la realtà umana.

Shanghai e i suoi grattacieli. La loro luce nel buio della notte. Chiarezza stilistica, modernità e geometria in un elegante equilibrio. Il gusto minimal del design levantino, coniugato all’influenza fantascientifica del Cyberpunk, è espresso da Marzia Giselle Sapienza nella collezione “Shanghainese Bund“. Linearità e essenzialità sono i concetti cardine della geometria stilistica proposta dalla giovane designer.

Marzia SapienzaSofia Noemi Sgrò

Sofia Noemi Sgrò, invece, con “Dalilà” ha voluto omaggiare la sorella maggiore che l’ha guidata nella maturazione del suo pensiero politico e patriottico. L’Autunno-Inverno pensato dalla stilista ringrazia, infatti, le donne partigiane per la lotta a difesa del suo Paese, l’amata Italia, cui dedica la collezione. Così, Sofia gioca con lo stile anni cinquanta e con le linee stilistiche delle divise militari, vestendo una donna forte, pronta a scendere in campo per difendere i propri valori e principi. Anche su un tacco 12.

Durante la sfilata degli allievi Harim sono stati proiettati i fashion film di Tatiana Lisi e Benedetta Pellizzeri e i jewels film di Sanas Atia, Rossella Margaglio e Roberta Ruggeri.

In passerella, oltre ai ragazzi dell’Accademia siciliana, anche il giovane Antonio Attisano per la categoria Sood Generation. Lo stilista, con la sua “Sinfonia n° 5”, ha voluto fare una riflessione estetica sulla Bellezza, pura e sorprendente. E attraverso la spring summer 2015, esaltando quell’eleganza discreta fatta di particolari di stile, ne ha colto l’essenza puramente femminile. Attraverso la forma e il colore, ne ha svelato il lato più seducente.

Hanno sfilato, infine, per l’International Fashion Show, Moisés Nietobrand di moda femminile fondato nel 2011 dall’omonimo designer spagnolo; la stilista Raja El Rayes, libica di nascita ma italiana d’adozione, con il marchio Rujji collection e la designer egiziana Shahira Fawzy.

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È Bliss Lau il brand vincitore della prima edizione del Time-Contemporary Fashion Award, il Premio che punta a mettere in luce quelle realtà emergenti della moda che, oltre ad essere creative, si presentano mature sotto il profilo commerciale e produttivo.

Così, patrocinato dal Comune di Milano, il progetto internazionale di brand accellerator, promosso ed organizzato da Camera Italiana Buyer Moda e White, con il supporto di Farfetch e Lancia, ha debuttato in questa edizione del salone della moda contemporary premiando il marchio newyorkese di gioielli.

Il brand made in USA – che fa capo all’omonima designer imprenditrice – selezionato tra i dieci finalisti, ha convinto la giuria coordinata da Mario Dell’Oglio, presidente di Camera Italiana Buyer Moda.

A convincere la giuria popolare, invece, è stato il designer Maurizio Miri. Mentre il premio speciale di Russian buyers union è andato a Ultràchic.

Menzione d’onore, infine, per il talentuoso stilista di borse Giancarlo Petriglia che è stato scelto da Lancia per disegnare uno speciale accessorio per la nuova Lancia Y che sarà svelata a settembre.

Mara Franzese
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Ammettiamolo, il giorno in cui sfila Prada non ce n’è per nessuno. L’attenzione (per lo meno di chi sta scrivendo) è tutta per la passerella di Miuccia. Ad ogni modo, le aspettative non sono state disattese.

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Il grande gioco delle sovrapposizioni inizia con i bermuda che diventano shorts e scompaiono sotto le grandi camicie aperte; le impunture a contrasto si mostrano vive nei blazer e nei pantaloni slim che si portano con i morbidi spolverini e le maglie zippate. Un attitude vagamente sportiva e sicuramente sfrontata in cui la radicalità dell’outfit emerge in tutta la sua portabilità. Una collezione pragmatica, una vera e propria call to action: la moda si fa breve, contemporanea e corre sui tessuti tecnici di questa ennesima collezione manifesto.

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Di tutt’altro avviso Alessandro Dell’Acqua che per la sua collezione N°21 propone uno stile che fa della praticità la sua bandiera, attingendo a piene mani dal mondo dello sportswear. Salopette, tshirt, bomber: i capi sono classici, i volumi stravolti e ridisegnati, oltre che over e stirati.  Capo must la canotta, impreziosita e sdoganata dalla scelta del pizzo, che s’innalza a nuovo portavoce di un’eleganza personale, minimal e mai banale.

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Gira intorno all’essenziale e come sempre ne propone ogni sfaccettatura Italo Zucchelli per Calvin Klein Collection. Per la prossima primavera/estate punta tutto su una palette neutra, spezzata solo da qualche sprazzo di colore sulle tshirt manica lunga impalpabili; una passerella che ripropone i capi iconici del brand in denim o in jersey, accostandoli al neoprene e al popeline. Il fit attillato di giacche e pantaloni stride volutamente con i volumi ampi dei parka. Anche per Calvin Klein Collection non si può non affrontare l’estate senza uno zaino in pelle: vero must delle passerelle.

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Chiude i primi due giorni di Milano Moda Uomo Vivienne Westwood: non si può scrivere nulla di diverso rispetto ai fiumi d’inchiostro versati negli anni. Anticonformista, eccesiva, eclettica, sopra le righe: ogni perifrasi sarebbe azzeccata anche stavolta e anche per l’ennesima collezione, questa, che spoglia il maschio e machizza il suo corpo seminudo. Le influenze vagamente etno e i chiari rimandi agli anni Ottanta raccontano la storia di questo brand made in England. Ma siamo sicuri che basti?

Andrea Pesaola

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Come sarà l’uomo della prossima primavera/estate? Una domanda piuttosto scomoda che ogni anni a giugno ci poniamo con una certa insistenza.  La curiosità ci attanaglia e allora sbirciamo le passerelle per sedare quest’ansia da defilé.

Non solo Milano, comunque: Moschino porta il suo uomo – un novello Re Sole in salsa Harley Davidson –  a Firenze durante Pitti Uomo, tra ispirazioni seventies e vagamente rock: un mix and match assolutamente kitsch come solo Jeremy Scott riesce a proporre, senza troppa attenzione agli accostamenti. Così, tra una rouche e un maxi pois, un pizzo e un torero in frack, riusciamo a portare a casa anche questo show.

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Sul versante Milano, invece, la proposta è quanto mai variegata ed eterogenea.

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Da Zegna Stefano Pilati porta in passerella una virilità romantica, fatta di colori rigidi e arroccata su una silhouette rigorosa nelle lavorazioni ma rilassata nelle forme. È così che le giacche avvitate scendono sui volumi  morbidi dei pantaloni ampi e la delicatezza della seta sposa, in un armonioso contrasto del tutto riuscito, la spavalderia della pelle. Anche gli accessori strizzano l’occhio al più classico dei guardaroba, completandosi con boots e slippers con le frange che raccontano un uomo che smette di prendersi troppo sul serio.

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L’eleganza altera di Emporio Armani, invece, non tradisce il DNA del brand e porta in passerella una più che riuscita rivisitazione del classico suit. Le camicie con il collo alla coreana vengono indossate sotto giacche insellate, la cui sartorialità incontra le pence applicate agli ampi pantaloni del più classico dei completi. I tessuti sono preziosi e in perfetta sintonia (la georgette dialoga in maniera eccellente con il nylon) e gli accessori spaziano dalle sneakers ai maxi zaini in pelle.

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Di tutt’altro avviso Jil Sander che porta in passerella il suo minimalismo, arricchito stagione dopo stagione di nuovi spunti. La tela spalmata dei parka gioca con il denim patch ma non  interrompe la silhouette compatta e silenziosa dei capi. La palette rafforza ancor di più questa tesi e non si spinge oltre il nero, il grigio e il verde militare. Comun denominatore con gli altri brand, le sneakers preziose e gli zaini comodi.

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Quando da Marni la sartoria incontra lo sportswear, il risultato non è mai scontato.  Una silhouette precisa e dritta che si spira ai primi anni Settanta nei lunghi colli che spuntano dalle giacche e nei bermuda ampi e delicati. Gli spolverini leggeri poggiano sopra i completi eclettici con i dettagli a contrasto. Meno ironici gli accessori che riportano a terra la collezione: porta documenti e sneakers in pelle interrompono il ritmo della passerella. Ma il bello di Marni è anche (e soprattutto) questo.

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Come nella più classica delle tradizioni, Versace propone un uomo tutto suo, sempre coerente con l’immagine (diciamolo pure: un po’ calcata) della griffe. Un gioco di sovrapposizioni  enfatizzate dai volumi ampi e rilassati; lo streetstyle fa capolino dalle bandane e dalle pesanti collane in metallo appese al collo. Il dualismo over/slim  è il fulcro della collezione e si palesa nelle giacche in pelle striminzite e nelle camicie lunghe ben oltre il ginocchio.

Andrea Pesaola

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E’ Vittorio Branchizio il vincitore dell’edizione numero sette di Who Is On Next? Uomo, il contest dedicato ai giovani talenti della moda menswear, nato dalla collaborazione tra Pitti Immagine Uomo, AltaRoma e Vogue Italia. Una menzione speciale, invece, è andata a Miaoran, il brand dello stilista cinese Miao Ran. Branchizio ha convinto la giuria per la “marcata capacità tecnica e d’innovazione che si unisce a una sapiente rielaborazione della migliore tradizione manifatturiera italiana” impiegata nella sua linea di maglieria maschile fondata nel 2014. Miaoran, invece, è stato premiato per la sua “proposta completa e originale”. Il suo – anche in questo caso nato lo scorso anno – è stato giudicato “un progetto maturo, risultato di una ricerca su materiali e forme. Una storia professionale e personale partita dalla Cina per crescere nella tradizione artigianale italiana”. Mara Franzese
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Blazé delle giovani Corrada Rodriguez D’Acri, Delfina Pinardi e Sole Torlonia, Giuseppe Di Morabito, L72 del designer Lee Wood, Luca Sciascia e Miaoran dello stilista Miao Ran, per la categoria prêt à porter.

Alexander White, Avanblan di Francesca Calistri, Bams Moda del trio creativo Ginevra Vitale, Andrea Giordano Orsini e Manuel Romano, Catherine de Medici 1533 di Francesca Pisano, Giannico di Nicolò Beretta e Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle, per la categoria accessori.

Sono loro gli undici finalisti di Who Is On Next? Donna 2015 che, il prossimo luglio, sfileranno nel calendario di AltaRoma, sfidandosi per la conquista dell’undicesima edizione dell’ambito premio.

Considerato tra le piattaforme creative più autorevoli, il concorso per giovani talenti della moda, dopo i successi delle prime dieci edizioni, inizia il suo secondo decennio, proseguendo l’attento lavoro di scoperta e promozione dei designer emergenti.

Fedele al suo obiettivo di sostegno del made in Italy, infatti, il progetto di talent scouting, ideato e realizzato da AltaRoma, in collaborazione con Vogue Italia, continua a dare spazio e opportunità alle nuove generazioni di creativi, consolidando il ruolo di Roma come centro propulsore del talento e vetrina per gli stilisti in erba.

Mara Franzese
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