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Intervista a Martina Cella. Una nuova espressione di eleganza

Martina Cella è una designer di 25 anni nata e cresciuta in Friuli Venezia Giulia, con alle spalle gli studi in fashion design presso l’Istituto Marangoni di Milano. L’inizio della sua carrierà è brillante: vince del concorso “ Next Generation“ indetto dalla Camera nazionale della Moda. Nel 2014 fonda il suo brand Martina Cella, dove semplicità e versatilità nella vestibilità trovano ospitalità in una nuova espressione di eleganza che unisce stile e comodità.

 

Abbiamo intervistato Martina Cella, ponendole alcune domande per scoprire quali sono i suoi hobbies, i suoi rituali e le sue aspirazioni.

C’è stato qualcuno che ti ha ispirata nel tuo lavoro?

Giocando attraverso forme e colori, accostamenti e modellistica, tessuti e stampe, è inevitabile non essere influenzata da qualcosa o da qualcuno. Questo è quello che succede quando sto preparando nuove collezioni. Solitamente mi lascio ispirare dalle persone che incontro, siano esse vicine a me o perfetti sconosciuti, grazie al loro estro creativo mi permettono di catturare qualche nuova idea per i miei lavori. Provo, anche in modo più semplice, ad ispirarmi a chi prima di me ha iniziato questo mestiere. Alcuni brands contemporanei che preferisco per le proposte innovative e coinvolgenti sono: Celine, Arthur Arbesser, Acne studios, Loewe e Victoria Beckham. Solitamente non mi dispiace prendere spunto anche da artisti o architetti come Jeff Koons, Robert Morris e Daniel Buren.

In quale città ti senti veramente a casa e magari ispirata per iniziare a lavorare ad una nuova collezione?

 Grazie al mio lavoro posso esplorare più città in periodi molto compressi, questo fa sì che io riesca a cogliere aspetti diversi di culture tra loro molto distanti. Credo che viaggiare sia una componente primaria per chi voglia trovare l’ispirazione in mondi lontani da quello in cui viviamo che ci stimolano all’osservazione ed alla rinascita. Le idee vanno poi raggruppate e rielaborate secondo un metodo proprio e molto personale: la creatività. La città dove raccolgo e sviluppo le mie idee è Milano, anche se preferisco rientrare a casa per dar vita a queste idee, infatti una volta in laboratorio ho spazio e tempo per far uscire tutto ciò che fino a quel momento era nella mia testa.

Hai qualche rito specifico da adottare prima di ogni tuo fashion show o di una presentazione?

 Non ho un rito specifico da adottare prima di una presentazione o sfilata. Sicuramente quello che cerco di fare è organizzare ogni cosa nel dettaglio, anche se gli imprevisti non mancano mai. Ciò che ho imparato a fare è non far prevalere l’ansia o il panico perché un modo per risolvere i problemi esiste sempre. Spesso mi aiuta anche pensare che io ho fatto il possibile per la riuscita dell’evento, tutto il resto non può essere sotto il mio controllo. Diciamo che è una specie di mantra anti stress e funziona abbastanza!

Hai degli hobbies che si distaccano completamente dalla moda?

Certo! Per me è importantissimo coltivare altri hobbies oltre a quelli inerenti al mio lavoro. Amo i cavalli e l’equitazione che pratico non appena posso, amo la psicologia in ogni sua forma, materia che ha fatto sì che io iniziassi di nuovo a studiarla da poco, amo leggere e amo viaggiare.

Se ti portassero su un’isola deserta e potessi portare solo un oggetto con te, cosa porteresti?

 Porterei una copertina che è mia da quando sono nata.

 

 

 

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Redazione DModa