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“Iceberg significa colore, grafica, qualità e ironia, tratti distintivi che ho sempre ricercato e che condivido. Sono onorato di continuare la bellissima storia di questo iconico brand italiano, che ormai prosegue da più di 40 anni”. Queste le parole di Arthur Arbesser che, a partire dalla primavera estate 2016, sarà il nuovo direttore creativo della linea womenswear di Iceberg.

Lo stilista 33enne, vincitore dell’edizione 2013 di Who Is On Next?, il progetto di scouting di AltaRoma e Vogue Italia per la promozione di nuovi talenti, è uno dei giovani designer più promettenti del panorama fashion contemporaneo. Austriaco di nascita ma italiano d’adozione (vive e lavora a Milano), Arbesser, lo scorso maggio, è stato anche tra i finalisti dell’LVMH Prize.

Un periodo particolarmente interessante, dunque, per il creativo, che a settembre debutterà nel suo nuovo ruolo, calcando la passerella di Milano Moda Donna con la collezione spring summer 2016 del marchio che fa capo a Gilmar.

Fondato nel 1974, d’altronde, il brand “si è contraddistinto, da sempre, per la ricerca, le nuove tendenze e lo scouting di giovani creativi” come ha sottolineato Paolo Gerani, patron di Iceberg. “Arthur – ha proseguito – incarna al tempo stesso il DNA del brand e l’artigianalità del Made in Italy”.

In bocca al lupo al talentuoso stilista, dunque. E appuntamento a settembre con la sua prima sfilata per Iceberg.

Mara Franzese
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I delicati alberi di ciliegio e i meticolosi giardini zen sono la cornice di una rigorosa riflessione sulle forme tradizionali del Giappone, filo conduttore della Collezione Fall Winter 2015-2016 di Chiara Baschieri.

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Le maniche a campana dall’effetto kimono dialogano con cappe e pantaloni dalle linee over, mentre coat oro in neoprene spalmato e lane cardate danno carattere alla leggerezza delle bluse in crepe de chine. Sperimentalismo materico e tradizione sartoriale nobilitano materiali poveri come la rafia, restituendone un allure sofisticato, anche laddove audaci tagli creano vertiginose scollature iperfemminili.

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La palette cromatica segue le regole della Porcellana di Imari, muovendosi dai toni del bianco, nero e grigio a quelli più accesi del blu elettrico e dell’arancio ossido. Completano il look, poi, le clutch e le cartelle in pelle di vitello e cavallino nei cui dettagli, quasi grezzi e granulosi al tatto, si celano raffinate cesellature geometriche, secondo il naturale approccio allo sperimentalismo artigianale giapponese.

Martina Briotti

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